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Isola di Sant'Antioco, situata a sud-ovest della Sardegna, è collegata alla terraferma da un ponte costruito nel 1981 a lato di un antico viadotto di origine romana.

È estesa circa 108 kmq, e nel suo territorio accoglie la cittadina omonima di Sant'Antioco (l'antica Sulci), di circa 12.000 abitanti, e il paese di Calasetta, di circa 3.000 abitanti.

L'isola fu abitata fin dalla preistoria; i Greci la conoscevano col nome di Molibódes nésos, i Romani la chiamavano Plumbaria insula (Tolomeo) o Aenosis (Plinio). Nel Medioevo era conosciuta come Sanctu Antiogu d'Iscla (Sant'Antioco) o iscla de Sulchis e, infine, Sant'Antioco perché nel 125 vi morì il santo demiurgo Antioco.

Verosimilmente in periodo bizantino l'isola appartenne a una potente famiglia da cui provenivano i praeses o iudices Provinciae Sardiniae, fra il IX e il X secolo divenuti sovrani indipendenti. Secondo le incerte e frammentarie notizie pervenuteci dal buio dell'Alto Medioevo, una certa Getite, moglie di un Torchitorio, arconte della Provincia bizantina di Sardegna, avrebbe trasmesso l'isola, di proprietà della sua famiglia, a un certo Furatu de Gunale che, a sua volta, l'avrebbe data a Costantino-Salusio II de Lacon-Gunale, re del Regno di Càlari.

Nel 1089 questo sovrano concesse la chiesa cattedrale di Sant'Antioco, probabilmente trascurata dal vescovo, ormai trasferitosi a Tratalias, ai monaci benedettini di San Vittore di Marsiglia, i quali la tennero fino circa il 1119. Nel 1124, Mariano Torchitorio II, assieme alla moglie e al figlio, donò tutta l'isola alla diocesi di Sulci.

Il 22 maggio 1226 la regina reggente, Benedetta de Lacon-Massa, per conto del figlio minorenne, il principe Guglielmo II-Salusio V, arricchì la donazione precedente. Anche quando, nel 1258, cessò di esistere il Regno di Càlari, la proprietà diretta di Sant'Antioco rimase alla Chiesa, mantenendosi intatta, anche dopo la costituzione del Regno catalano-aragonese di Sardegna nel 1324; tant'è vero che, ancora nel 1758, in pieno periodo sabaudo, i suoi vescovi, dal 1503 uniti all'archidiocesi di Cagliari, s'intitolavano "signori di Sant'Antioco".

Nello stesso 1758 la cedettero, però, all'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro che, appena quarant'anni più tardi, la diedero in feudo al cavaliere Carlo Vittorio Porcile. Nel 1769 alcuni abitanti della vicina isola di San Pietro, cresciuti eccessivamente di numero per la produttività dell'sola, si trasferirono nell'isola di Sant'Antioco e fondarono la comunità di Calasetta.

Testo a cura di Giovanni Serreli