“Sulla civiltà fenicio punica non siamo secondi a nessuno”
In una lettera aperta Il Sindaco Eusebio Baghino: stigmatizza la proposta dell’Assessore Regionale di fare un polo dell’archeologia fenicio punica a Oristano. Apprendo dalla stampa quotidiana che l’Assessore alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna, ha proposto di creare ad Oristano il polo dell’Archeologia fenicio-punica in Sardegna, polo che si concretizzerà con la creazione di un museo da affiancare a quello già esistente a Oristano, il tutto in pieno contrasto con quanto i massimi responsabili del Centro di Programmazione Regionale, in una serie di riunioni tenute a Cagliari e Sant’Antioco sulla gestione del più importante museo della civiltà fenicio-punica situato a Sant’Antioco, hanno riferito al Sottoscritto.
Più precisamente, essi hanno riferito che la Regione era orientata al non intervento sulle strutture (creazione di musei) piuttosto, alla creazione di poli territoriali della cultura, capaci, nella complessità, di attirare maggiore interesse.
Non sono uno studioso della materia, quindi, non posso competere, per preparazione culturale, con l’Assessore Regionale che nella vita civile svolge un ruolo professionale dedicato a questa materia, però, prima di intervenire ho consultato i più illustri studiosi Sardi della civiltà fenicio-punica che testimoniano come il Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco costituisca un “unicum”nell’ambito mediterraneo, secondo solo a quello di Cartagine per “i suoi reperti archeologici fenicio-punici”.
Come è possibile dunque ipotizzare il polo dell’archeologia fenicio punica in Sardegna non considerando che tutta l’area sulcitana annovera al suo interno ben cinque città fenicie (Sant’Antioco, Monte Sirai, Carloforte, Portoscuso e Paniloriga)?
Come è possibile inoltre non prendere in considerazione il fatto che l’antica Sulky, secondo quanto risulta dalle ricerche, è il nucleo urbano più antico della Sardegna?
Come Sindaco di Sant’Antioco, ho il dovere morale di sottolineare questa inconfutabile e incontestabile realtà Sarda.
Il Museo di Sant’Antioco, grazie al Professor Santoni e al Professor Bartoloni, è già allestito, con i reperti ben sistemati all’interno. Ho paura però che, salvaguardando i posti di lavoro di chi già opera nei siti archeologici, comprese le catacombe della Basilica di Sant’Antioco Martire, sarò costretto a bandire un appalto concorso pubblico per la gestione che comprenderà il centro servizi, e, perché no, l’ostello della gioventù. Non può tanta parte della cultura Sarda non essere goduta dal Mondo.