Il Comune dichiara guerra alla plastica Vietati piatti, posate e sacchetti
Il Comune di Sant'Antioco dichiara guerra alla plastica per amore dell'ambiente pulito. Anziché usare sacchetti, piatti e bicchieri di plastica si ritornerà alla carta, alla tela e alla ceramica.
Il sindaco Mario Corongiu, su proposta dell'assessore comunale all'Ambiente, ha emesso un'ordinanza che vieta la vendita dei sacchetti di plastica non degradabili all'uscita dai supermercati .
In occasione di sagre o feste non potranno essere utilizzati neppure piatti, bicchieri in plastica e stoviglie monouso non biodegradabili. «Stiamo facendo ciò che in altre parti d'Italia hanno già fatto e tutti dovranno fare per legge dal prossimo anno - spiega l'assessore all'Ambiente Massimo Melis - affinché anche la cittadinanza acquisisca un nuovo modello per salvaguardare l'ambiente».
Giro di vite quindi a Sant'Antioco per arrivare ad un vero rispetto dell'ambiente. «Siamo sicuramente tra i primi Comuni del territorio ad attuare la normativa che sarà obbligatori tra breve - continua l'assessore - in modo da ridurre drasticamente l'utilizzo di sacchetti in plastica e dei vari monouso che spesso ritroviamo a bordo strada e in discariche non autorizzate».
Stop dunque a alla commercializzazione e distribuzione dei sacchetti di plastica e di tutto ciò che non sia biodegradabile. «Nel suo piccolo la comunità, molto sensibile sui temi ambientali - dice il sindaco - contribuirà ad alleggerire un fenomeno che ha visto nel corso degli ultimi decenni formarsi vere e proprie isole di sacchetti di plastica nell'oceano».
Così dal 20 ottobre prossimo tutti gli esercenti di attività commerciali che operano nel territorio comunale, sia a posto fisso che itinerante, è fatto divieto a fornire la merce acquistata in buste di plastica non biodegradabili. Al loro posto potranno essere utilizzati sacchetti certificati biodegradabili e compostabili conformi agli standard indicati dalle norme governative. Previste anche le multe per i contravventori fissate in una sanzione amministrativa che va da 25 a 500 euro.
Chi verrà multato però potrà cavarsela solo con una ammenda da 50 euro se paga la sanzione entro 60 giorni. Ma al trasgressore che però incorre per più di due volte nella sanzione si vedrà sospesa la licenza commerciale di vendita. Ovviamente è anche previsto il ricorso al Tar mentre a far applicare l'ordinanza saranno vigili urbani e forze dell'ordine.
Unione Sarda


