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Sant'Antioco in guerra contro la plastica

PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 29 Settembre 2010 07:18

Sant'Antioco, vietata la vendita di sacchetti e buste: «Mai più utensili non biodegradabili nelle feste di paese». Un comune che dichiara guerra alla plastica, se non è un fatto unico in Italia pooco ci manca. Ma è questa la realtà scaturita da una decisione che ha coinvolto l'amministrazione comunale di sant'Antioco, guidata dal sindaco Corongiu.

In pillole è stto deciso lo stop alle commercializzazione e distribuzione dei sacchetti di plastica in negozi e supermercati della cittadina lagunare. Un provevdimento che entrà immediatamnete in vigore dopo la proposta dell'assessore all'Ambiente e la successiva firma di una ordinanza che di fatto anticipa la legge che dal primo gennaio prossimo imporrà il divieto a livello nazionale.
Nel suo piccolo la comunità antiochense - sensibile ai temi della salvaguardia ambientale - contribuirà ad alleggerire un fenomeno che ha visto nel corso degli ultimi decenni formarsi nel mare davanti alla cittadina autentici accumuli di sacchetti e buste di plastica, gettati dai soliti maleducati e non solo.

Per non parlare dei bicchieri e delle bottiglie di plastica che gli addetti alle pulizie trovano in riva al mare ogni mattina. Una situazione allarmante, a cui l'amministrazione comunale cercato di porre rimedio con un provvedimento ad hoc. Tra l'altro la plastica è un prodotto impossibile da smaltire che sta provocando un altissimo livello di inquinamento. Nell'ordinanza firmata dal sindaco Corongiu si fa divieto anche all'utilizzo di stoviglie monouso non biodegradabili in occasione di sagre e feste che si svolgono nel territorio. Qualcuno seguirà l'esempio di Sant'Antioco?

La Nuova Sardegna