Sant'Antioco sul Corriere della Sera. Basilea, lo stemma e una «sacerdotessa»
Chiara Vigo ha ricamato il simbolo della città dell'orologio con il bisso, preziosa «seta di mare». «Guarda e impara, Chiara, perché resti solo tu». Così una mattina d'estate di 45 anni fa Maria Maddalena Mereu, insuperabile tessitrice di Sant'Antioco, consegna il segreto del bisso alla nipote prediletta: Chiara Vigo.
La bimba scruta i pescatori tornati dal mare carichi di nacchere per Maria Maddalena. E osserva. Osserva la nonna strappare e pestare sugli scogli il filamento ambrato che permette ai grandi molluschi bivalvi di rimanere ancorati al fondo: per poterlo lavorare, il bisso deve essere mondato di ogni concrezione. Poi lo lava in acqua dolce, lo asciuga sui giunchi, lo pettina e lo fila. La bimba guarda l'ammasso brunastro trasformarsi tra le dita nodose dell' anziana in lucidi e fragili fili che si accendono al sole come fossero oro, mantenendo viva una tradizione che si perde nella notte dei tempi. Vestivano di bisso Salomone e gli antichi re fenici, egizi, caldei ed ebrei, mentre i grandi sacerdoti e i papi lo sfoggiavano lavorato in manti cangianti. Il declino di un sapere unico tramandato oralmente di maestro in maestro è lento e inesorabile. Le nacchere ormai sono poche, e nessuno sa più lavorarne il bisso. Oggi rimane solo lei, Chiara Vigo, l'ultimo, anello di una catena che sta per spezzarsi.
China sull'antico telaio ereditato da nonna Maddalena, Chiara ha tessuto nel suo laboratorio di Sant'Antioco opere di inestimabile valore, tutte invendibili e donate ai musei del mondo, come il Louvre di Parigi e il Moma di New York. Suoi sono il rosario in bisso di Papa Ratzinger e la stola di Giovanni Paolo II, suoi gli stemmi di Collegno, Coazze, Bergamo e Bolzano, sua la più originale delle cravatte di Bill Clinton.
L'ultimo capolavoro, è lo stemma donato il 16 febbraio alla città di Basilea ricamato in bisso e oro e conservato al Museo etnografico svizzero: il basilisco. «Un animale magico - spiega la sacerdotessa del bisso -con il corpo di uccello e la coda di serpente, le unghie di falco e il portamento di un leone. Il basilisco è un animale creato dall'uomo come simbolo della difesa di mare, terra e popoli. Ci vuole un uccello con le ali grandi che ci porti da un capo all'altro del mondo affinché ci si renda conto della complessità del presente e della fragilità del futuro».
Per realizzare il basilisco, Chiara ha impiegato 2mesi e 48 grammi di bisso: il ricavato di 4 anni di immersioni.
«Ma come avviene l'estrazione non lo dico a nessuno. Di certo, sto attentissima a non danneggiare la produzione. Se c'è una cosa che non mi è mai andata giù è il fatto che per ottenere il bisso bisogna uccidere la nacchera. Una volta non ci si faceva problemi. Basta dire che nel 1868, quando Maria Pia di Savoia sposò Luigi I re di Portogallo, per il vestito di nozze ne furono utilizzate 2.700».
Nel mese di maggio, quando nello stagno Cirdu cambiano le correnti e i fanghi del fondale si ammorbidiscono, Chiara Vigo si tuffa per farsi regalare dai bivalvi di Pinna Nobilis un ciuffo di fili, la quantità necessaria a tramandare la tradizione. Tinge il suo bisso con erba che raccoglie soltanto durante il periodo di luna nuova e stende quando tira il libeccio per poi trattarlo con il latte di capra. Lo fila con un fuso di oleandro e lo tesse, una volta ritorto, su un pesantissimo telaio in legno, ripetendo all'infinito gesti ancestrali di certosina precisione. Prima di immergersi, ringrazia sempre il mare «perché io e il mare siamo la stessa cosa, l'acqua comanda la mia vita e io sono la sua serva. Ho giurato eterna fedeltà al mare e ho promesso a mia nonna che avrei tutelato il filo dell'acqua».
Il segreto di Chiara è al sicuro, incurante persino dei due milioni e mezzo di euro che i coreani le hanno offerto per carpire la formula della lavorazione del bisso. Lei - dice Chiara - «coi soldi», non funziona. E il futuro? «Ho creato due animali con le unghie più lunghe delle mie ma ho sempre la libertà di riconsegnare il bisso all'acqua».
L' OPERA
Per Basilea Chiara Vigo ha tessuto lo stemma della città, conservato al Museo Etnografico: un basilisco ricamato in bisso e oro. Per realizzarlo ha impiegato 2 mesi e 48 grammi di bisso ricavato in 4 anni di immersioni.
Carlotta Lombardo
FONTE: www.corriere.it


