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Alcoa, investimenti e piano industriale Stanziati circa quaranta milioni di euro

PDF  Stampa  E-mail  Martedì 11 Maggio 2010 22:53

Investimenti per quaranta milioni di euro nei prossimi tre anni e un'iniezione di ottimismo per il futuro dell'Alcoa a Portovesme. A questo punto manca soltanto l'okay dell'Unione Europea per le tariffe energetiche. Stando a quanto affermato ieri sera Gianni Letta nel vertice di ieri a Palazzo Chigi la decisione sarebbe già stata presa.

Manca solo l'ufficialità «Siamo fiduciosi su una risposta positiva sul disegno di legge del Governo da parte dell'Ue», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri ai sindacati e ai rappresentanti della multinazionale americana. Per Letta «è stato fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. I risultati raggiunti tutelano gli stabilimenti di Portovesme e Fusina in fatto di occupazione».

All'incontro hanno partecipato il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta e il segretario nazionale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli; il segretario confederale della Uil Paolo Pirani e il segretario nazionale della Uilm Mario Ghini; Salvatore Barone della segreteria confederale Cgil e Giorgio Cremaschi della Fiom; oltre ai rappresentanti della multinazionale dell'alluminio.

I SINDACATI C'erano ovviamente anche i sindacati territoriali del Sulcis che hanno salutato positivamente le comunicazioni di Gianni Letta e dell'ingegner Giuseppe Toia, che rappresentava l'Alcoa.

«Secondo quanto riferito dal sottosegretario - dice Fabio Enne, segretario territoriale della Cisl - con l'approvazione del decreto le tariffe non saranno considerate come aiuti di Stato. In questo modo non si corre il rischio di cadere nuovamente nelle procedure di infrazione che poi hanno aperto di fatto questa vertenza».

L'AZIENDA Durante l'incontro Giuseppe Toia ha spiegato alcuni punti relativi al piano industriale previsto per lo stabilimento di Portovesme. «Sostanzialmente - spiega Enne - ha confermato quanto emerso nelle riunione di Cagliari in Confindustria. A Portovesme sono previsti investimenti per quaranta milioni di euro nei prossimi tre anni. A Fusina l'Alcoa intende fermare la produzione dell'alluminio primario. Per quanto rigaurda lo stabilimento del Sulcis non ci saranno ripercussioni sul fronte occupazionale e la soluzione del problema-energia è importante non solo per l'Alcoa, ma per tutte le aziende che operano a Portovesme. Naturalmente avremmo preferito un piano industriale decennale. In questo modo ci sarebbero più garanzie per la produttività e soprattutto per l'occupazione». Bruno Usai, delegato della Fiom Cgil nella Rsu di fabbrica non è molto entusiasta. «Il piano industriale presentato dall'azienda serve per garantire la marcia dello stabilimento. In prosepettiva quaranta milioni sono pochi».

LA REGIONE Nella tarda serata di ieri sulla caso-Alcoa è intervenuto anche l'assessore regionale al Lavoro. «La Regione Sardegna - ha commentato Franco Manca - accoglie con particolare favore questo risultato importantissimo. Il presidente Cappellacci e il Governo si sono impegnati duramente, in questi mesi, per raggiungere questo obiettivo e dare nuove prospettive di sviluppo al territorio del Sulcis Iglesiente. Si tratta di una soluzione di ampio respiro, che offre una prospettiva per gli impianti di Portovesme ben più lunga dei tre anni cui fa riferimento il piano industriale. Se siamo riusciti a scongiurare la fuga dell'Alcoa dall'Italia, lo dobbiamo anche e soprattutto della coesione politica e sociale».

LA STORIA Il caso-Alcoa scoppia nel novembre del 2009. Il 31 dicembre di quell'anno scadono le tariffe agevolate per le aziende energivore. L'azienda convoca i sindacatati e comunica e in mancanza delle agevolazioni non garantisce il proseguimento dell'attività nel polo industriale di Portovesme. La presa di posizione della multinazionale americana ha un effetto devastante. La situazione si complica ulteriormente quando dopo qualche settimana la Commissione Europa si pronuncia sulle tariffe e le ritiene assimilabili agli aiuti di stato. Poi arriva anche una multa di 400 milioni di euro e l'Alcoa manifesta l'intenzione di chiudere lo stabilimento sulcitano. A quel punto inizia una grande mobilitazione con scioperi e proteste seguite da tantissimi incontri, vertici e assemblee.

Non mancano le interrogazioni parlamentari e gli appelli al Governo e all'Unione Europea, ma la situazione resta bloccata. Nello stabilimento di Portovesme è tornato l'ottimismo il 30 aprile scorso al termine di un vertice che si è tenuto nella sede della Confindustria a Cagliari tra azienda, sindacati e Regione.

I vertici dell'azienda hanno incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali annunciano un piano di investimenti per complessivi quaranta milioni di euro.

FRANCESCO PINTORE

Unione Sarda