Sant Antioco vista dal New York Times
Un giornalista del New York Times, Joshua Hammer, ha scritto un resoconto sulla sua avventura a Sant'Antioco la scorsa estate. L'articolo è comparso sul sito internet del giornale, nella sezione viaggi, il 28 marzo.
La foto che apre il servizio è scattata sulle scogliere vicino al porto di Calasetta e parla di una natura incontaminata. Gli è subito chiaro che l'isola sulcitana è molto differente dalla rutilante Costa Smeralda e dal suo mondo di nababbi, è un'altra Sardegna. Accanto alle tante cose che apprezza, come la natura incontaminata, la vegetazione, le spiagge e l'accoglienza, anche se con problemi di comunicazione, mette in evidenza alcuni punti critici come la mancanza, negli uffici turistici, e nella visita alle catacombe, di interlocutori che conoscano l'inglese. E comunque Hammer non manca di apprezzare la storia dell'isola ed i segni delle diverse civiltà che vi si sono succedute.
Crede che solo negli ultimi decenni il paese si sia ripopolato, ci fa credito di soli 5000 abitanti, invece di dodicimila però apprezza le macchie di lentischio, mirto e olivastro. Per la sua vacanza ha scelto una casa in affitto, invece di un hotel e sembra gradire molto, malgrado i suoi ospiti non parlino la sua lingua, il trattamento ricevuto. I problemi nascono con i cellulari, nella zona prescelta per le vacanze i telefonini rispondono solo dopo la mezzanotte o all'alba. È curioso del sistema di raccolta differenziata con i cinque tipi di contenitori differenti e le sei raccolte settimanali che gli sembra un metodo cervellotico e poco pratico.
E finalmente per le spiagge gradisce Coaquaddus, che trova pittoresca anche per la teoria di ambulanti che offrono i loro prodotti, ma è stato testimone del terribile incendio dello scorso anno che solo per un pelo si concluse senza danni alle persone e comunque lasciò una collina interamente bruciata ed un paesaggio desolante. Trova gradevoli sia Sant'Antioco come Calasetta, con i ristoranti tipici e i bar con i gelati e finalmente riesce ad incontrare alla Cala della Signora, un locale che conosce l'inglese e lo avvisa sui pericoli conseguenti al bagno con le meduse. L'esperienza più tragica è legata ad un intervento medico su uno dei figli per i quali deve versare 15 euro all'ufficio postale che descrive come un girone infernale.
«La posta locale - scrive Hammer - nella piazza principale dove gli italiani vanno a pagare le loro bollette in un sistema centralizzato che porta rabbia e frustrazione. Lì ho trovato una fila di centinaia di persone, con pianti di bambini stanchi che girovagano nella triste hall, alcuni di loro stringendo biglietti numerati. Due impiegati dietro i vetri accettano i pagamenti. Dove sono i numeri? Sono finiti - risponde una donna anziana in nero. E quanto tempo c'è da aspettare? Una o due ore». - Carlo Floris
La Nuova Sardegna


