Sant'Antioco. «Il porto avrà un nuovo piano regolatore»
Parte il piano per la ristrutturazione di tutta l'area portuale di Ponti per preparare un nuovo futuro della città. Il Comune ha incaricato alcuni esperti per predisporre il nuovo piano regolatore del porto. La spesa sarà di 35 mila euro pari al finanziamento ricevuto dalla Regione.
Sinora il progetto, almeno a parole, ha occupato grandi spazi nella pagine nel libro dei sogni delle varie amministrazioni che si sono succedute in città. Il compito di progettazione dei piani regolatori portuali era infatti una peculiarità della Regione. Recentemente però l'amministrazione regionale ha cambiato registro assegnando agli enti locali interessati non solo la possibilità di redigere nuovi piani regolatori portuali, ma anche i finanziamenti per la loro stesura. Così ricevute le nuove direttive e la somma finanziata il Comune non è rimasto con le mani in mano ed ha subito incaricato uno studio cagliaritano.
«Al momento stiamo aspettando dalla Regione gli indirizzi a cui dovremo attenerci - spiega il sindaco Mario Corongiu - ma abbiamo già le idee chiare sulla attività a cui sarà adibito in futuro il nuovo porto». Il porto del futuro di Sant'Antioco non sarà, come ora, solamente commerciale. Per questa attività, individuata per l'imbarco del sale, rimarrà l'attuale banchina. Lo scalo vestirà un nuovo abito. Da prettamente commerciale passerà a porto turistico e pescatori. Parte delle banchine saranno riservate alle attività della pesca mentre altre saranno destinate al diporto.
Oltre l'idea di accogliere motoscafi di altura e piccole e grandi imbarcazioni, che oggi mancano di accoglienza attrezzata negli scali del sud Sardegna, il sogno nel cassetto è quello di ospitare un giorno anche le navi da crociera. Nei loro spostamenti nel mediterraneo potrebbero trovare nel porto Sulcitano un adeguato punto di attracco per le visite turistiche in città e nel territorio. È il futuro che il Comune, associazioni turistiche ed imprenditori vorrebbero per un nuovo sviluppo di Sant'Antioco.
Terminato il periodo industriale con la chiusura delle varie attività nelle vicinanze dello scalo marittimo, il porto è stato ritenuto da tutti la via per il nuovo rilancio economico turistico. A frenarne le intenzioni e la voglia di fare è stato sinora il piano regolatore. Adesso, grazie alle nuove direttive della Regione, per Sant'Antioco sarà possibile abbandonare i sogni. Certo, non si prevedono tempi brevissimi. Ma per gli amministratori il progetto rappresenta un buon punto di partenza.
TITO SIDDI
Unione sarda




