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Sant'Antioco, dai pescatori prove di unità

PDF  Stampa  E-mail  Giovedì 11 Marzo 2010 00:00

Si è tenuta sabato scorso la seconda riunione delle marinerie del paese per ragionare sulle scelte che la Comunità Europea impone sul fronte della pesca. La riunione era coordinata dal presidente della commissione sull'Area Marina Protetta, presente l'assessore alle attività produttive Corsini.

«Dobbiamo ragionare - dice Marco Fontana - sulle scelte che a questo punto sono abbastanza pressanti sui Piani di Gestione che, giocoforza non possono essere limitati ad un solo paese e dobbiamo valutare anche se le opportunità offerte dall'Area Marina Protetta ci consentano di affrontare al meglio questa nuova fase del lavoro dei pescatori». Sono quasi cinquecento le persone che lavorano nel settore della pesca con oltre duecento imbarcazioni. Perlopiù si tratta di piccole imbarcazioni che lavorano praticamente sotto costa o comunque non troppo lontano, anche se le aree di pesca sono comprese in tutto il Golfo Palmas, e anche all'interno della laguna o in prossimità. Ora la Comunità obbliga i pescatori a decidere da soli quali aree riservare alla pesca e quali alla riproduzione, quali misure adottare in merito alle misure delle specie catturate. Insomma si deve passare da una semplice attività di prelievo ad un'altra che comporta uno studio accurato dell'ambiente in cui si opera in maniera da determinare anche quali siano le quantità di pescato che si possono prelevare per ogni singola specie e quali precauzioni adottare per evitare il depauperamento progressivo dell'ambiente marino.

È possibile anche che il numero di pescatori oggi in attività venga ridotto. «Proseguiremo le riunioni - prosegue Fontana - nei prossimi giorni, intanto sabato pomeriggio alle 18 e arriveremo alla elezione di una commissione comunale della pesca che si dovrà occupare di tutte queste problematiche». Fontana intende insistere sull'Area marina protetta proseguendo con un lavoro approfondito di informazione e discussione con i pescatori che sono direttamente interessati dal provvedimento. Anche se alcune associazioni già si sono espresse in maniera negativa contro l'istituzione dell'AMP. Sabato prossimo di mattina le marinerie sono convocate a Calasetta per ragionare sui Piani di Gestione e sul progetto per il ripopolamento dell'aragosta. Un progetto al quale i pescatori locali dovrebbero aderire anche se le prime reazioni sembrano molto fredde.(cf)

Fonte: La Nuova Sardegna