Sant'Antioco: Isola pedonale nel corso Vittorio Emanuele
Si lavorerà ad un progetto di pedonalizzazione del corso Vittorio Emanuele, questo è quanto è scaturito dall'ultimo consiglio comunale che ha approvato una mozione presentata dal gruppo di minoranza "Sant'Antioco Nostra", dei consiglieri Piergiorgio Testa e Salvatore Massa, sull'argomento.
Sul tavolo politico degli amministratori antiochensi dunque arriva la decisione di realizzare una zona pedonale nel corso Vittorio Emanuele. A far propendere l'amministrazione per una decisione quanto mai controversa sarebbero anche i risultati dei lavori per il rifacimento dell'importantissima arteria, che rappresenta "il salotto buono" della comunità. Dopo quasi due anni di lavori il fondo predisposto si dimostra inadatto ad ospitare il traffico di qualsiasi tipo.
Il passaggio degli automezzi provoca sconnessioni nella pavimentazione stradale con l'obbligo di effettuare continui lavori di manutenzione che portano a chiusure temporanee che sono comunque dannose per la circolazione e per il commercio della zona. «Non siamo assolutamente d'accordo con un provvedimento del genere - dicono in un panificio della zona - ogni volta che, per qualsiasi motivo il Corso viene chiuso il giro d'affari diminuisce a vista d'occhio. Non è un problema di opposizione aprioristica ma di ragionamenti basati su dati concreti che purtroppo sono condivisi dai colleghi degli esercizi commerciali della via. Non so se sia un bene o un male ma le persone sono abituate a spostarsi in auto anche per fare la spesa.
Certo noi prevediamo la possibilità di consegna a domicilio dei nostri prodotti ma sono ancora tantissimi i cittadini che preferiscono servirsi di persona e per venire qui utilizzano l'auto. La chiusura significherebbe un problema anche di tipo occupazionale per tutte le attività del corso». L'amministrazione si è impegnata comunque a varare il provvedimento all'interno di un piano generale di riordino del traffico urbano. Andranno, comunque, studiate le direttrici di maggiore scorrimento del traffico che dovranno essere convogliate su direttrici alternative in grado comunque di consentire a tutti di avvicinarsi il più possibile al centro del paese dove si trovano i servizi nevralgici. Certo che in quest'ambito andrebbe previsto anche un piano per spostare in periferia una serie di servizi, dalle banche all'ufficio postale, passando per le farmacie e gli studi medici. Si tratta di decentrare il più possibile ma finora anche le richieste in questo senso provenienti ad esempio da alcuni quartieri periferici sono state ignorate. - Carlo Floris


