Maratonarte, da Sant'Antioco appello al ministero
Il sindaco Corongiu torna alla carica con il Ministero dei Beni Culturali sulla questione dei fondi per la manifestazione Maratonarte. Si tratta di fondi raccolti per essere destinati alla valorizzazione della necropoli di Sant'Antioco e mai arrivati a destinazione.
«Il ministro Sandro Bondi può fare due cose - dice Corongiu che aveva sollevato il problema già lo scorso anno - o ci dà il finanziamento con i fondi raccolti per Maratonarte, che non abbiamo mai visto e che l'allora ministro Rutelli aveva garantito, oppure restituisce quanto raccolto tra i cittadini sardi». «Un elemento è certo. Quei soldi ci servono perché l'allarme lanciato a suo tempo dalla Soprintendenza in merito ai problemi della necropoli è ancora valido e anzi si è ulteriormente aggravato.
C'è un rischio fortissimo che un patrimonio inestimabile come questo, che presenta sepolture con reperti unici del mondo fenicio punico vada perduto. Non lo possiamo consentire e non lo può consentire il territorio perché la necropoli è un patrimonio di tutto il Sulcis, della Sardegna, direi mondiale». Il sindaco Corongiu sta sollecitando i parlamentari sardi e soprattutto quelli del Sulcis Iglesiente perché presentino una interrogazione al Ministro per conoscere quale sorte abbiano avuto i fondi raccolti con l'iniziativa Maratonarte e cosa intenda fare il Ministero per risolvere i problemi di consolidamento della necropoli punica di Sulky che era uno dei siti i cui lavori si sarebbero dovuti finanziare con l'iniziativa.
Il progetto di massima era già stato fatto e per il sito archeologico si parlava di quattrocentomila euro di spesa che si sarebbero dovuti utilizzare per il consolidamento del sito, per la protezione dagli agenti atmosferici e per consentire l'accesso alle tombe, alcune delle quali avevano necessità di essere protetti rispetto all'impatto con la presenza umana vista la presenza di pitture in bassorilievi. Ogni anno la Soprintendenza porta in luce un nuovo ipogeo e le acquisizioni sono di grande valore per la conoscenza del mondo punico. - Carlo Floris
La Nuova Sardegna


