Nell'area ex Sardamag più volumi edificabili
P iù volumi edificabili nelle aree ex Sardamag in vista di un nuovo bando per la cessione o l'affitto del sito. A chiederlo è il sindaco di Sant'Antioco Mario Corongiu. Il motivo della richiesta è semplice: «Il bando deve essere appetibile agli imprenditori - spiega Corongiu - se non si vuole che scappino come successo in precedenza».
Secondo il sindaco è evidente che l'interesse da parte degli imprenditori ad acquisire e a investire nell'area della vecchia fabbrica dei magnesio è strettamente legato ai volumi che potranno essere realizzati. Proprio su questo argomento nei mesi scorsi l'amministrazione di Sant'Antioco ha incontrato i funzionari dell'assessorato regionale all'Ambiente, anche se non si sono ancora visti risultati. Ora la Giunta ha deciso di tornare alla carica. «Sicuramente non resteremo con le mani in mano - continua Mario Corongiu - ritorneremo alla carica chiedendo un equilibrato studio di fattibilità sulle aeree interessate».
La richiesta di modifica delle condizioni è legata alla possibilità che i nuovi bandi per la cessione di ex Sardamag e Palmas cave, le aree minerarie e industriali dismesse nell'isola di Sant'Antioco, possano emanati dalla Regione tra breve. Si sa che la Progemisa, l'azienda mineraria incaricata dei carotaggi per stabilire eventuali inquinamenti del sottosuolo, ha consegnato i risultati delle indagini. Il che dovrebbe rimettere in moto le procedure per una nuova asta internazionale.
L'ultimo bando (andato deserto) prevedeva l'affitto per cinquanta anni di ex Palmas Cave e Sardamag. I due compendi immobiliari sarebbero stati concessi per essere valorizzarli sotto il profilo economico, turistico, naturalistico e ricettivo. Per la cessione della Palmas cave, 300 ettari fronte mare, l'affitto previsto dal bando era di 5 milioni di euro con la possibilità di realizzare 60 mila metri cubi di insediamenti ricettivi. Per l'affitto dei circa sette ettari della ex Sardamag, invece, l'importo era stato fissato in un milione e mezzo di euro con la possibilità di costruire sino a 25 mila metri cubi di strutture ricettive e servizi insieme a un polo nautico da diporto.
TITO SIDDI
Fonte: Unione Sarda


