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Lavori al porto, i soldi non bastano più

PDF  Stampa  E-mail  Giovedì 10 Dicembre 2009 10:00

Il sindaco Mario Corongiu lancia l'allarme: il novanta per cento dei finanziamenti serve per smaltire la sabbia. L e autorizzazioni ci sono tutte ma i finanziamenti per il dragaggio del porto commerciale di Sant'Antioco rischiano di non bastare. È la denuncia lanciata dal sindaco Mario Corongiu in occasione di alcuni recenti convegni a cui ha preso parte. «Purtroppo la realtà, se non si prenderanno diverse decisioni - dice il primo cittadino - potrebbe riservare proprio questa situazione».

Mario Corongiu solleva anche il problema relativo allo smaltimento delle sabbie. Su questo versante però ancora non è stato deciso niente. «L'ipotesi più accreditata è quella di conferire le sabbie in discarica - continua il primo cittadino - ma con i costi del conferimento rimarrà circa il dieci per cento per eseguire il dragaggio». Dopo le operazioni di carotaggio eseguite sui fondali dalla Progemisa si attende solo il progetto per la bonifica dell'area scelta per lo scavo. La soluzione del problema e l'inizio dei lavori di dragaggio si complica in quanto ancora non è stato individuato il sito per depositare la sabbia. «Se si optasse per il conferimento in discarica - spiega il sindaco Mario Corongiu - con i costi che comporta, il finanziamento si ridurrebbe del novanta per cento. Per cui con il rimanente dieci per cento si potrebbe fare ben poco». Insomma, si prospetta l'ipotesi di bussare nuovamente a soldi. Purtroppo anche la mancata approvazione del il nuovo piano regolatore del porto complica ulteriormente le cose.


«Le sabbie si potrebbero depositare in vasche di colmata - continua il sindaco - per poi utilizzarle per realizzare delle banchine che abbiamo già individuato». Però lo strumento normativo che detterà le nuove regole sull'utilizzo dello scalo portuale non c'è ancora e pertanto il dragaggio potrebbe aspettare a lungo. «Purtroppo non si conosce se e quando la Regione darà gli incarichi per predisporre il progetto del nuovo piano regolatore del porto - prosegue Mario Corongiu - temo che i tempi saranno lunghi, considerato l'apparato decisionale di stampo borbonico che caratterizza la Regione». Sono in molti ad attendere il dragaggio del bacino di manovra del porto dove potranno attraccare alle banchine anche navi di grosso tonnellaggio, Operazione che in questo momento non è possibile. «Il Comune di Sant'Antioco auspica, nella piena operatività dell'area portuale, di avvicinare la città al mare e rilanciare l'economia cittadina - conclude il sindaco - non ultime le saline che per l'imbarco del prodotto contano di poter usare grossi bastimenti, soluzione necessaria per abbattere i costi, aumentare la produzione e i posti di lavoro. Senza risolvere questi problemi non si va da nessuna parte. Per la nostra cittadina e per il territorio si tratta di scelte strategiche importantissime.

Non c'è bisogno di perdere altro tempo». Così il secondo porto commerciale del Sulcis è operativo soltanto a metà. Una collina di sabbia nel bacino di manovra all'ingresso dello scalo portuale impedisce infatti l'accesso alle navi di medie e grandi dimensioni rendendo il porto quasi inutilizzabile. Eppure è dagli inizi degli anni Novanta che sono stati stanziati dalla Regione circa sei milioni di euro per il dragaggio dei fondali. Ma le incredibili lungaggini burocratiche bloccano i lavori. Così l'ingente finanziamento non è ancora stato utilizzato. Insomma, una brutta storia di mala burocrazia lunga quasi vent'anni.
TITO SIDDI

Fonte: Unione Sarda