I sindaci: «Dobbiamo pensare anche a una politica per lo sviluppo turistico»
Diversificare l’economia del Sulcis Iglesiente per ammortizzare l’impatto distruttivo che la crisi del settore industria ha prodotto nel territorio. A puntare l’indice contro la Regione e il governo nazionale sono i sindaci dei comuni costieri e dell’entroterra che da tempo insistono sulla necessità di disporre di strumenti legislativi snelli e moderni per facilitare gli investimenti nel settore turistico e nella cantieristica.
«Davanti al municipio di Sant’Antioco - esordisce il sindaco di Sant’Antioco Mario Corongiu - c’è un interminabile fila di operatori turistici, di industriali che propongono investimenti nel campo della cantieristica e della ricettività. Siccome manca il piano regolatore portuale per la Sardegna non possiamo deliberare. Che ci siamo ottime potenzialità di creare un industria turistica forte, nel Sud Ovest dell’isola è risaputo ma mancano le regole per farlo decollare». In armonia con il collega di Sant’Antioco è Antonio Vigo sindaco di Calasetta. «Spetta alla politica programmare, salvando l’industria di base, - aggiunge Antonio Vigo - un nuovo sviluppo per questa zona. Calasetta, Sant’Antioco, San Giovanni Suergiu e Portoscuso si affacciano nella laguna ma in tutto questo incantevole bacino lagunare non c’è un cantiere di rimessaggio adeguato alla stazza delle barche e non ci sono i posti per gli yacht che transitano senza attraccare un attimo in questi porti antidiluviani. Il canale di San Pietro deve essere adeguato alle esigenze dei diportisti altrimenti si insiste con le proteste che non vengono recepite». Sull’altro fronte, quello che riguarda i siti minerari dismessi arrivano le stesse considerazioni. «Indubbiamente occorre valorizzare i siti minerari - precisa il primo cittadino di Gonnesa. Pietro Cocco - abbiamo nell’Iglesiente un patrimonio di archeologia mineraria invidiata da tutti ma non i siti non possono essere visitati. Difficile catturare presenze se manca la ricettività e quindi la Regione deve, come in passato, promuovere quelle iniziative che puntano all’aumento della ricezione e all’aumento di posti letto». Il fallimento del recupero di Monteponi e i vincoli che la Regione pone nelle zone mineraria scoraggiano, o meglio impediscono qualsiasi iniziativa. «Si sarebbe dovuto programmare 30 anni fa - puntualizza il sindaco di Iglesias Pier Luigi Carta - ma ora puntiamo a salvare l’industria. Iglesias si è dotata di un piano strategico, sta valorizzando i beni culturali, cerca di valorizzare il piccolo commercio e l’artigianato e i prodotti tipici. Questo significa che puntiamo dritto sul turismo».(e.a.)
Fonte: La Nuova Sardegna


