La sagra più antica della Sardegna cancellata dai grandi eventi regionali
“Una guerra di campanile che fino ad oggi sta privando Sant'Antioco di quel prestigio e quella venerabilità attribuita al patrono della città Sant'Antioco”. Di questo sono convinti sindaco e assessore alla Cultura di Sant'Antioco che denunciano, con un comunicato, il mancato inserimento della sagra religiosa antiochense nei grandi eventi regionali, come un intollerabile scippo.
Nei giorni scorsi l'assessore alla Cultura Daniela Ibba, pronta ad intraprendere anche eclatanti forme di protesta, ha precisato che l'amministrazione comunale ha chiesto alla Regione di riparare, inserendo la sagra nella giusta tabella dei grandi eventi. «Richiesta che si basa - spiega l'assessore - su una nutrita documentazione storica». Documenti che dimostrano inequivocabilmente l'ampia diffusione del culto del Santo sancito dai documenti degli archivi di Stato e dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro di Torino le cui copie sono custodite presso l'Archivio storico cittadino. «La sagra di Sant'Antioco - ha precisato il sindaco - oltre ad essere la più antica è anche la sagra del patrono della Sardegna di cui bisognerebbe tenere più conto». (t. s.)
Unione Sarda


