Trivelle presto in azione nei terreni ex Sardamag
Qualcosa si muove sul destino dell'area ex Sardamag di proprietà regionale situata a ridosso del ponte di accesso alla città di Sant'Antioco. Nei giorni scorsi l'Amministrazione regionale ha affidato alla Progemisa l'incarico di caratterizzare il suolo e il sottosuolo dell'area nella quale sorgeva la fabbrica di magnesio.
Da indiscrezioni sembra che almeno un ettaro dei quattordici che fanno parte del compendio, sia inquinato da benzine. È noto, infatti, che nell'area portuale, durante l'ultimo conflitto mondiale, esisteva uno stabilimento che trasformava in benzina il carbone Sulcis. È molto probabile, quindi, dati i tempi che la produzione non osservasse tutte le precauzioni a tutela dell'ambiente.
«La Regione con questa operazione intende stabilire l'entità della spesa da affrontare per il recupero ambientale dell'area - Spiega il sindaco Mario Corongiu - operazione necessaria prima di procedere alla cessione o all'affitto di quei terreni come ha tentato senza successo negli anni scorsi». Con questa operazione si spera che si possa mettere definitivamente fine al balletto di bandi pubblici, andati sempre deserti. I tentativi di vendita hanno interessato l'area della fabbrica dove si produceva ossido di magnesio estraendolo dall'acqua di mare oltre ad un'altra area, molto più vasta, nella quale si è sviluppata l'attività della Palas Cave.
La precedente Giunta regionale aveva messo all'asta i terreni Sardamag e Palmas Cave insieme ad altri siti ex minerari. Inizialmente i complessi erano stati messi in vendita ma successivamente la Regione aveva optato per una concessione in affitto per cinquant'anni. Nel terreno della ex Sardamag è prevista la possibilità di realizzare un complesso ricettivo e di servizi di 25 mila metri cubi e un polo nautico.
TITO SIDDI
Fonte: Unione Sarda


