Le emergenze per le isole minori: risorse, trasporti e istruzione
Il sindaco Corongiu ha già cominciato a lavorare come rappresentante sardo delle Isole Minori dopo aver incontrato la settimana scorsa la commissione Ambiente del Senato per affrontare principalmente il problema delle risorse. «Avevamo sessanta milioni di euro nel triennio 2008-10 - dice Corongiu - con i fondi Dupim, ma la finanziaria ci ha levato un anno, il 2010 ed anche per i 40 milioni abbiamo avuto problemi.
Allora ci siamo mossi con i diversi rappresentanti politici ed abbiamo ottenuto un incontro con la commissione ambiente del Senato, per avere la garanzia che ogni anno, nella legge finanziaria siano definite, una volta per tutte, le risorse per le isole minori italiane. Si tratta di una quarantina di comuni per circa duecentomila abitanti divisi fra sette regioni, che vivono situazioni particolari che meritano un’attenzione speciale da parte dello Stato. Le tre questioni aperte sono risorse, trasporti e scuole». Corongiu ricorda che occorre garantire la mobilità ai cittadini delle piccole isole e la possibilità a chi non vive in questi splendidi luoghi di raggiungerli agevolmente. Da una parte ora c’è la scadenza immediata della privatizzazione delle linee regionali marittime, compresa Saremar. «Credo - e su questo concordiamo con i colleghi - che le società debbano essere regionalizzate. Non ci possono fare ragionamenti meramente economici per queste realtà. È chiaro che, se ad esempio per isole come Capri non vi siano grossi problemi di collegamento, per altre, come ad esempio Capraia, dove esiste un solo traghetto al giorno i problemi sono differenti. Il rischio è che le difficoltà di trasporto facciano crescere la tendenza allo spopolamento. Nello specifico poi, parlando della situazione nel nostro territorio, occorre che si definiscano una volta per tutte le scelte per l’approdo unico a Calasetta o a Portovesme. Ovviamente io son favorevole alla scelta di Calasetta ma quel che si percepisce è una sorta di indecisione di capacità di scegliere che rischia di farci spendere il doppio e di non trovare la soluzione più idonea per la mobilità da e verso l’isola di San Pietro». Altra questione è quella della scuole, le linee della riforma voluta dal Ministro Gelmini con un rapporto preciso tra alunni e classi, crea problemi in comunità piccole dove non è possibile raggiungere certi numeri, occorre allora valutare provvedimenti speciali per queste situazioni per evitare di strappare i bambini e gli adolescenti alle comunità. Occorrerebbe anche adottare incentivi per i docenti che altrimenti rifiutano le sedi disagiate. C’è poi per le piccole isole il problema di tanti edifici pubblici, nella maggior parte carceri dismesse o fortificazioni, che devono essere passate alle amministrazioni comunali ma con la possibilità di garantirne il restauro e la gestione. Carlo Floris
Fonte: La Nuova Sardegna


