In idrovolante oltre la crisi Sant'Antioco, nasce una base
«Abbiamo un riscontro di imprenditori molto interessati a investire bel nostro territorio, nella nautica in particolare. Se questo progetto andasse avanti sarebbe una postazione importante per la crescita del turismo e sarebbe rilevante come servizio di trasporto, perchè qui, anche solo per raggiungere la statale 130, il collegamento con Cagliari, abbiamo dei bei disagi». Il sindaco Mario Corongiu vede con ottimismo la prospettiva di istituire nella cittadina lagunare un base permanente per idrovolanti e una scuola di volo.
Il test lo farà nel fine settimana. Protagonista sarà l’Aeroclub di Como, un’istituzione nazionale, con una storia straordinaria cominciata 80 anni fa. I suoi idrovolanti sorvoleranno sabato e domenica l’area sudoccidentale. Un evento aperto al pubblico e alle “escursioni” private, ma soprattutto la promozione della cultura del volo e dell’aeronautica, «con lo sguardo rivolto a domani - spiega Michele Cau, regista infaticabile dell’associazione culturale “Sa yanna” di Portoscuso che cura l’organizzazione dell’appuntamento con il patrocinio del Comune, della presidenza del consiglio regionale della Sardegna, dell’Aero Club d’Italia -, con l’auspicio di poter praticare l’attività nel territorio in maniera stabile. E col sodalizio di Como offrire un’attrattiva per i tanti piloti italiani e stranieri che troverebbero un ambiente di straordinaria bellezza per la loro passione. E sarebbe un contributo di prestigio anche professionale alla crescita di un movimento di turismo qualificato».
Insomma, l’inversione di tendenza in un territorio martoriato dalla crisi si può imprimere anche sulle rotte degli idrovolanti. Per i residenti, la scuola di volo sarebbe un’opportunità, dicono i promotori. Se sabato e domenica i voli sperimentali si svolgeranno su alcune “idrosuperfici occasionali”, in seguito attività più regolari potranno essere svolte su una “idrosuperficie permanente” che dovrà avere tutte le caratteristiche di regolarità previste per un’attività di scuola di volo. L’Aero Club Como ha già lavorato sulle acque del Sulcis per realizzare un famoso spot pubblicitario con un proprio idrovolante, per l’occasione dipinto di rosso. Base locale dell’operazione fu il Lago di Monte Pranu. Teatro dello spot Cala Domestica e le stupende scogliere. Stavolta il cuore dell’attrazione saranno Sant’Antioco, l’area della laguna, gli scenari di San Pietro. Dalla mattina di sabato, il weekend sarà riservato alla presentazione dell’iniziativa, tra spettacolo e attività di volo dedicate al pubblico, con l’inevitabile contorno di degustazioni a base di specialità locali disponbili con il contributo di piccoli imprenditori locali.
Nessuna confusione, sia chiaro: qui non si tratta di una sagra. Cesare Baj, autore di pubblicazioni specialistiche, editore, presidente dell’Aero Club Como, pilota idro dal 1970, spiega quale è il punto di vista: «Siamo molto contenti di questo invito. La Sardegna sudoccidentale è bellissima, e per noi già associata all’operazione fatta qualche anno fa per la Montenegro. Probabilmente gli abitanti del Sulcis non lo sanno, ma c’è una netta affinità tra il loro territorio e la nostra Como. Entrambe le zone hanno avuto un passato industriale importante - le miniere e l’alluminio per il Sulcis Igleseinte, il tessile e la seta per Como - ed entrambe hanno visto svanire queste storiche attività sotto le tremende sferzate delle crisi economiche e soprattutto della globalizzazione». Ma c’è una buona ragione per sfuggire il rischio della rassegnazione: «Entrambe le nostre aree - dice Baj - hanno una fortuna, negata ad altri territori: la bellezza. Più raffinata e mitteleuropea quella del Lario, su un grande asse di comunicazione con il cuore del continente, più naturale e selvaggia quella del Sulcis, perla nel cuore del Mediterraneo. Sia noi che voi ci troviamo ora di fronte al compito di ridisegnare il nostro futuro sfruttando questa bellezza e la responsabilità di farlo con il giusto senso della misura, che ci spinge a promuove lo sviluppo, ma rispettando la naturalità dei luoghi e il carattere della popolazione che ci vive».
Un’interpretazione della vita che vola alto ma guarda in basso e lontano. Il presidente Cesare Baj non lascia dubbi: «Non abbiamo l’obiettivo di occuparci del trasporto di Vip su jet tra veri o presunti paradisi, peraltro di solito cementificati e in cui si vive una vita perlopiù artificiale. A noi, se ci sarà data l’opportunità, importa di sviluppare la nostra attività fatta di formazione, di diffusione della cultura del volo e di godimento dei piaceri che esso offre, che vogliamo pensare fruibili da una larga fetta della società del luogo in cui ci troviamo a operare, come avviene nella nostra Como». Sensibilità che si potrebbe attribuire alle suggestioni dettate dalla distanza, se non ci fosse un riscontro che conferma quanto invece siano vere. La prova si chiama Carlo Cattoni. A lui è frullata in mente l’idea di mettere in cantiere l’iniziativa. Il pilota milanese la racconta così: «Mi sono trasferito a Sant’Antioco con la famiglia ormai da più di 3 anni, perchè mi sono innamorato del posto. Ho sempre creduto nelle potenzialità di questo territorio e nella possibilità di uno sviluppo che sia in sintonia con le sue caratteristiche peculiari, e qui ho fortunatamente trovato altri che ci credono quanto me e mi stanno accompagnando in questa iniziativa».
E c’è la convinzione di non tirarsi indietro, anzi: «Pensiamo che con l’appoggio delle istituzioni, degli imprenditori locali e con il sostegno della popolazione - perchè è chiaro che se ci si vuole risollevare da una situazione sfavorevole ognuno deve fare la propria parte - si possano finalmente costruire le condizioni per far favorire un salto di qualità sia per Sant’Antioco che per il Sulcis Iglesiente». Da qui il tentativo di dare basi stabili al progetto: «Il nostro obiettivo - dice Cattoni - è di lavorare per la nascita di una base permanente per gli idrovolanti a Sant’Antioco, con funzioni sia turistiche che di utilità. Pensiamo che questo, per le molte possibili ricadute positive che si potranno determinare, possa essere un mattone importante nella costruzione di una ripresa del territorio». Alle prese con la mutazione di alcune postazioni industriali dismesse (le vecchie cave, la ex Sardamag, il porto) per restituire impulso allo sviluppo, il sindaco Mario Corongiu da buon ingegnere è molto incuriosito dalle novità: «L’amministrazione comunale è molto attenta a valutare e sostenere progetti che possano tracciare nuove rotte. Siamo impegnati nello studio della riqualificazione delle zone con attività non più produttive, vediamo con favore iniziative tese ad una parallela riqualificazione della offerta complessiva della nostra isola». Se c’è anche il gusto della novità, tanto meglio. «Ancora di più - osserva il sindaco - se si pensa ad attività molto particolari e di sicura risonanza a livello internazionale»
Giampaolo Meloni lanuovasardegna,it.


