Sant'Antioco e Calasetta al Wine Festival di Montecarlo
La Nuova Sardegna. Ci sarà anche la provincia di Carbonia Iglesias al Montecarlo Wine Festival, il festival del vino di Montecarlo che si svolgerà dal 7 al 9 marzo prossimi, con il Sistema Turistico Locale del Sulcis Iglesiente. La provincia ha deciso di affiancare i comuni di Calasetta e Sant’Antioco anche perché, nella manifestazione monegasca si parlerà, tra altri progetti, del Carignano del Sulcis ed in particolare della coltivazione a piede franco che è tipica proprio dell’isola di Sant’Antioco.
Sono i terreni sabbiosi tra la località di Spiaggia Grande, in territorio di Calasetta e Su Narboni, nel territorio di Sant’Antioco che consentono ai viticoltori dell’isola di poter contare sulla vite europea originaria invece di dover utilizzare la vite americana innestata, diventata obbligatoria in Europa dopo l’arrivo della fillossera, nella seconda metà dell’ottocento. Oltre al vitigno però è il clima dell’isola, particolarmente battuta dal vento, che soffia per oltre trecento giornate all’anno, la salsedine, portata dal vento anche per molti metri all’interno della costa, l’esposizione al sole e la scarsità di precipitazioni, salvo quest’ultimo eccezionale anno, a determinare un prodotto molto particolare. Proprio per i microclimi e le particolarità dei suoli, il frutto della vite coltivata nell’isola di Sant’Antioco, e lo sapevano bene i francesi, che per tanto tempo hanno assicurato ai viticultori di Calasetta e Sant’Antioco tanta prosperità, consente di ottenere un vino particolare, che in altri tempi appunti serviva a tagliare altri prodotti meno ricchi, meno dotati di alcol ma non solo, di quei profumi di sole e di quel colore granato scuro che furono valorizzati da altri produttori. A Montecarlo, anche per la passione dell’enologa Rita Mulas, direttrice tecnica della manifestazione, verrà presentato un progetto speciale per valorizzare e rilanciare la viticoltura nell’isola sulcitana. Si tratta di valutare, insieme alle amministrazioni comunali, la possibilità di modificare i Puc per evitare che sui terreni sabbiosi si continui a costruire e a piantare blocchetti, che si intervenga perché, gradatamente vengano reinseriti i vigneti. Di lavorare per ricreare le professionalità legate al lavoro della vigna che devono e non possono essere altro che manuali, con poco o scarsissimo utilizzo di macchine e quindi suscettibili anche di creare nuova occupazione. Carlo Floris


