Antichità, svelato il mistero dei Leoni di Sulcky: delimitavano un edificio
UNIONE SARDA. E' stato finalmente svelato il mistero dei Leoni di Sulcky, le imponenti statue puniche datate tra il V e il IV secolo aC: secondo lo studioso Roberto Concas ''i due leoni erano posti agli angoli di un edificio che ne conteneva in tutto quattro''
Per 2500 anni è rimasto un mistero, ma oggi con grande probabilità conosciamo la reale funzione artistica e architettonica che i Fenici applicarono ai cosiddetti Leoni di Sulcky, le imponenti statue puniche datate tra il V e il IV secolo aC rinvenute nel 1983, nella zona della Necropoli di Sant'Antioco e che, nel 1988, furono fra i simboli della grande esposizione, organizzata nelle sale di Palazzo Grassi, che portò a Venezia ottocentomila visitatori che ammirarono i tesori e le testimonianze della civiltà fenicia.
Secondo Roberto Concas, direttore storico dell'arte della Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Sardegna, "la cornice posteriore che si nota nelle due maestose statue gemelle non avrebbe avuto la semplice funzione di sostegno dei leoni e quella di sorreggere un elemento decorativo con funzione di contrafforte". I due leoni erano posti, secondo Concas, "imperiosamente" agli angoli di un edificio che presumibilmente ne conteneva in tutto quattro, ossia uno per ogni angolo. Una scoperta rivoluzionaria, per Concas, che presentando i risultati del suo studio alla Pinacoteca di Cagliari, ha parlato anche di soluzione avanzatissima per quei tempi, ma valido ancora oggi. "Per ottenere un perfetto meccanismo di legatura della legatura - ha aggiunto Concas - l'architetto fenicio ha realizzato un imprevedibile concio sagomato che s'incastra perfettamente nelle modanature, chiudendo strutturalmente e staticamente le pareti dell'edificio". Soluzione ardita che sarebbe diventata, secondo lo studioso, più comune soltanto con l'avvento del cemento armato.


