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Un territorio senza fasce tricolori

PDF  Stampa  E-mail  Martedì 31 Gennaio 2012 09:28

Le fasce tricolori dei primi cittadini del Sulcis Iglesiente, insieme a quelle del presidente della Provincia di Carbonia Iglesias da ieri sono custodite negli uffici della Prefettura di Cagliari. Un gesto simbolico, preludio di ciò che potrebbe accadere se questo territorio continuerà ad essere lasciato solo. «In queste condizioni non si può governare», hanno detto i sindaci al Prefetto Giovanni Balsamo, «si faccia lei portavoce a Roma di questo dramma».

UNITI I primi cittadini hanno deciso di camminare uniti, oltre ogni partito politico. Non ci possono essere divisioni davanti a tante sale consiliari occupate da persone disperate dove l'ordine pubblico è ogni giorno più a rischio. Non ci può essere contrapposizione davanti a migliaia di lavoratori che in queste ore rischiano il posto. Ecco perché con il presidente Tore Cherchi si sono mossi i sindaci delle città capoluogo Giuseppe Casti e Ginetto Perseu. Ecco perché da Sant'Antioco, Calasetta e Carloforte sono arrivati i sindaci Mario Corongiu, Antonio Vigo e Agostino Stefanelli per raccontare i problemi delle loro isole e si sono uniti, lungo la strada per Cagliari, ai sindaci di San Giovanni Suergiu Federico Palmas, Tratalias Marco Piras, Masainas Ivo Melis, Giba Learco Fois e Piscinas Mariano Cogotti. Tutti con storie di miseria da raccontare, tutti stanchi di non avere risposte da dare. Dal Basso Sulcis, dove l'agricoltura, l'artigianato, la pastorizia sono in ginocchio, c'erano i sindaci di Santadi Cristiano Erriu, Narcao Gianfranco Tunis, Perdaxius Gianfranco Trullu, Nuxis Roberto Lallai e Villaperuccio Antonello Pirosu e dall'Iglesiente i primi cittadini di Fluminimaggiore Pier Giuseppe Massa, Buggerru Silvano Farris, Musei Francesco Loi, Villamassargia Franco Porcu e Domusnovas Angelo Deidda. E c'erano i consiglieri regionali, sindaci di Gonnesa e Sant'Anna Arresi, Pietro Cocco e Paolo Dessì.

IL MESSAGGIO Quattro i punti su cui si è parlato prima di consegnare le fasce: «La vertenza industriale - ha spiegato Cherchi - la questione fiscale, la necessità di far partire un piano di sviluppo partendo da progetti già pronti e infine l'esigenza di sbloccare le risorse già in mano ai Comuni ma bloccate da troppo tempo. Sia chiaro - ha precisato Cherchi - la consegna della nostra fascia non rappresenta una rinuncia alla responsabilità». Una richiesta da portare a Roma: «Nella speranza - ha detto Giuseppe Casti - che arrivino risposte concrete». O perlomeno un via libera ai progetti: «Tutti bloccati da tempo - ha ricordato Mario Corongiu - non possiamo più aspettare e l'unità sarà la nostra forza». Il prefetto ha ascoltato «e ha promesso di farsi portavoce di questo dramma», ha raccontato Gianfranco Trullu. Anche se nessuno può fare miracoli: «Su questo è stato chiaro - ha concluso Antonio Vigo - il dramma è dell'intera nazione».
Stefania Piredda

Unione Sarda