Radar Il Tar dà ragione a Italia Nostra
Stato e Regione dovranno pagare ottomila euro per le spese processuali sostenute da Italia Nostra in seguito il ricorso contro l'istallazione del radar anti immigranti che la Guardia di finanza avrebbe dovuto realizzare a Sant'Antioco e Fluminimaggiore. A pronunciare la sentenza definitiva con il giudizio di merito è stata la prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna.
LA SENTENZA Il Tar nel dichiarare la cessazione della materia del contendere ha tenuto conto della complessiva fondatezza della richiesta avanzata della associazione ecologista. Così accolte tutte le istanze, compresa quella avanzata dagli avvocati di Italia Nostra di essere esentata dal pagamento della spese processuali, ha condannato Stato e Regione a pagare le spese. Oltre ad indennizzare Italia Nostra il Tar ha anche sentenziato la compensazione delle spese processuali nei confronti di Almaviva Spa, la società che avrebbe dovuto fornire i radar e la restituzione del contributo unificato depositato dall'associazione per avviare il ricorso. Lo Stato, come si legge nella sentenza, dovrà sborsare cinquemila euro, mentre tremila saranno a carico della Regione. Negli ambienti dell'associazione naturalista e dei comitati No Radar si respira aria di soddisfazione.
COMITATO NO RADAR «Il Tar ha riconosciuto valida la nostra chiamata in giudizio e le nostre motivazioni - spiega il presidente di Italia Nostra Graziano Bullegas - ma il fatto interessante è che il Tar ha chiamato a rispondere in solido Stato e Regione. In pratica coloro che hanno fatto spendere soldi alla giustizia per avere resistito in giudizio pur sapendo che avevano deciso di costruire i radar in altre parti». Con uguale giudizio il Tar ha chiuso anche il ricorso, avanzato sempre da Italia Nostra, per il radar di Fluminimaggiore.
Tito Siddi
Unione Sarda


