«La Giustizia non si tocca» Gli amministratori contro i tagli ai giudici di pace
Il Sulcis si mobilita per evitare lo smantellamento dell'apparato giudiziario deciso dal Governo che ha messo a punto un decreto per sopprimere i quattro uffici dei Giudici di pace in funzione a Carbonia, Iglesias, Santadi e Sant'Antioco. Lo schema del decreto legislativo ha cominciato a circolare nei giorni scorsi nel mondo degli addetti ai lavori (avvocati, giudizi, personale amministrativo). Ci sono anche altri i territori interessati, ma secondo il provvedimento del Governo nel Sulcis si farà tabula rasa.
MOBILITAZIONE Però gli amministratori non sono disposti ad accettare passivamente questa decisione. La Provincia ha deciso di puntare dritto su Roma. «È fondamentale - anticipa il presidente Tore Cherchi - ottenere un incontro urgente con il ministro o con il sottosegretario del dicastero di Grazia e giustizia perché privare il territorio di questo servizio fondamentale è una vergogna e un'assurdità». Tore Cherchi non ha dubbi: sopprimere i quattro uffici del Giudici di pace «è un male che si somma ad altri mali, una tassa occulta perché costringerebbe migliaia di persone a recarsi a Cagliari per dirimere qualsiasi piccola causa». Cherchi raccomanda: «Non bisogna perdere tempo».
L'APPELLO La levata di scudi è dell'intero territorio. Da Carbonia parte la proposta di attivarsi con tutte le altre amministrazione. Secondo il sindaco Giuseppe Casti, «agendo subito saremo in grado di recuperare in parte la situazione mantenendo almeno un paio di presìdi, anche se l'obiettivo deve essere di confermare tutti e quattro gli uffici». Dal profondo Sulcis arriva un'accusa pesante all'indirizzo dello Stato e dei governanti: «Va bene razionalizzare, ma sta abbandonando le periferie». La considerazione è del sindaco di Villaperuccio, Antonello Pirosu, presidente del Distretto sociale e sanitario del Sulcis.
IL DISIMPEGNO Pirosu aggiunge: «Lo Stato fa un passo indietro nelle piccole realtà di provincia negando in questo caso il diritto ad un sistema giudiziario basilare come quello dei giudici di pace che sono i primi magistrati a contatto quotidiano con la cittadinanza per qualsiasi piccolo contenzioso o per lamentare i disservizi degli enti pubblici e dei privati: vuol dire che apriremo a Roma un nuovo fronte».
A Sant'Antioco il rammarico, per certi versi, è doppio. «Tanti anni fa avevamo un piccolo carcere - spiega il sindaco Mario Corongiu - e ce l'hanno chiuso, poi è stata cancellata la Pretura e ora ci vogliono privare anche del Giudice di pace: non resteremo inermi davanti a questa ennesima spoliazione».
Unione Sarda


