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Poligono di tiro, ultimi ritocchi Pronto il bando per la gestione

PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 18 Gennaio 2012 13:13

Il poligono di tiro di Is Pruinis, accanto alla Provinciale per Capo Sperone a Sant'Antioco, non sarà più una cattedrale nel deserto: la Provincia di Carbonia Iglesias ha concluso recentemente lo studio di fattibilità per l'apertura. Per la ristrutturazione dell'immobile, la Provincia, con l'approvazione del piano di recupero di beni di proprietà dell'ente intermedio, ha impegnato 200 mila euro.

Una volta terminati i lavori la gestione sarà affidata in concessione trentennale a società o cooperative: l'affitto sarà di 10 mila euro per il primo anno. Una volta terminato, l'edificio non sarà adibito solo a poligono di tiro ma sarà sarà destinato anche ad altre discipline sportive, tali da rendere la struttura un centro sportivo polivalente.


BUROCRAZIA Attualmente l'unico ostacolo all'apertura è rappresentato dalla burocrazia. Lo stabile infatti è ancora di proprietà della Provincia di Cagliari che lo ha realizzato alla fine degli anni '90. La causa del mancato trasferimento dello stabile sarebbe un procedimento giudiziario tra il vecchio Ente appaltante e la ditta che ha realizzato parte della struttura di cui la Provincia di Cagliari dovrebbe assumersi il debito fuori bilancio. Appena la Provincia di Cagliari attuerà il passaggio saranno avviate le necessarie procedure di bando, tramite evidenza pubblica, per appaltare il progetto del piano di valorizzazione, «verificando innanzitutto la soluzione tecnica più idonea fra le alternative possibili», si legge nel comunicato della Provincia, «come la locazione, il comodato, il project financing e il leasing immobiliare». In questa fase saranno favorite le «soluzioni che mantengano in capo alla Provincia le attività di ristrutturazione dello stabile».


VENT'ANNI DI ATTESA Al termine dei lavori, una volta avvenuta la consegna dello stabile, saranno così decisi ii procedimenti da attuare per la gestione della struttura. Sarà così scritta, si spera, la parola fine a un'incompiuta durata oltre venti anni. Una promessa che molti attendono da tempo di vedere mantenuta, specialmente coloro che devono conseguire il porto d'armi o devono esercitarsi per esigenze professionali e sono ora costretti, per poterlo fare, a raggiungere altre strutture distanti decine di chilometri.
Tito Siddi

Unione Sarda