Il Comune ha ottenuto dalla Regione 1,2 milioni di euro. Via ai cantieri forestali, lavoro per 90 disoccupati
Scatta il piano "Isola verde": con un milione di euro Sant'Antioco cercherà di curare le ferite aperte dagli incedi delle ultime estati. È un progetto di rimboschimento, quello che sta per prendere il via, finanziato dalla Regione. Nell'isola saranno aperti tre cantieri finanziati con 400 mila euro ciascuno, in tutto un milione e 200 mila euro grazie ai quali troveranno un'occupazione, seppure a tempo, una novantina di disoccupati ed inoccupati. Il progetto regionale, che interessa anche il territorio del Sulcis Iglesiente, è finalizzato all'aumento del patrimonio boschivo su terreni pubblici e privati che insistano in prossimità di aree deindustrializzazione, cave dismesse, utilizzate per il deposito di rifiuti solidi urbani o attraversate da incendi.
IL BANDO L'amministrazione comunale di Sant'Antioco ha presentato la richiesta di finanziamento alla Regione e stipulato il relativo atto con l'Ente Foreste. A curare la progettazione e la direzione dei lavori sarà questo ente che fornirà anche gratuitamente gli alberi da mettere a dimora. Il primo cantiere di rimboschimento interesserà circa 30 ettari e darà occupazione a una trentina di operai. Nuovi alberi saranno piantumati all'ingresso della città, a Sa Barra e nelle zone vicino al mare. «Sono i terreni pubblici e demaniali - spiega l'assessore comunale all'Ambiente Massimo Melis -. Seguiranno, poi, altri due cantieri per 160 ettari di terreni privati».
I TERRENI Il Comune di Sant'Antioco ha dovuto far ricorso ai privati, emanando tempo fa una apposita informativa. «Non possedendo il Comune molti terreni di proprietà è stato un passo necessario se volevamo entrare nel progetto - continua l'assessore Melis - così molti proprietari hanno consentito l'utilizzo dei loro terreni per il rimboschimento». I cantieri, però, oltre recuperare vaste porzioni di territorio, oggi quasi abbandonate, consentiranno anche di creare occupazione. «Ciò a cui tendiamo è far conoscere e apprezzare a coloro che lavoreranno nei cantieri di rimboschimento quanto può essere utile riprendere a lavorare le campagne non solo recuperando zone boschive - sottolinea l'assessore - ma anche coltivando i campi come si faceva una volta recuperando anche arti e mestieri agricoli abbandonati».
L'AMBIENTE Soddisfatte anche le associazioni ambientaliste. «Siamo perfettamente d'accordo per questi tipi di intervento - afferma Graziano Bullegas, presidente regionale di Italia Nostra - auspichiamo solo che il reimpianto di alberi segua gli indirizzi emanati a suo tempo dalla Giunta Soru che indicava tra le essenze quelle autoctone».
Tito Siddi
Unione Sarda


