Le associazioni ecologiste «No al progetto delle terme»
Rischia uno stop il progetto di costruzione del centro termale nei pressi della spiaggia di Coa 'e quaddus nell'isola di Sant'Antioco. A chiedere di respingere il procedimento di valutazione di impatto ambientale, per ricerche minerarie richiesto dalla società che intende realizzare il complesso termale, sono le associazioni ecologiste Gruppo d'intervento giuridico e Amici della terra.
In un documento chiedono al "Servizio regionale valutazione impatti" di dichiarare per una serie di motivazioni la «non procedibilità» di valutazione di impatto ambientale relativo al progetto di ricerca mineraria per acque minerali termali avanzato dalla Reno srl, la società di Portoscuso che intende costruire il centro termale a Co 'e quaddus, che comprende tre "Pozzi pilota spinti" a 150 metri di profondità. Le associazioni ecologiste rilevano che l'avviso al pubblico del procedimento non garantirebbe la certezza sul pieno e completo ripristino ambientale una volta eseguite le opere. Inoltre, denunciano, che mancherebbe la valutazione degli impatti, come richiesto dalla legge al progetto per la realizzazione di un complesso ricettivo di 250 posti letto con centro termale e centro convegni per una volumetria complessiva di 58 mila 570 metri cubi. Poi ancora la mancata pubblicazione, almeno sino ad ieri, come prevede la legge dell'avviso di deposito del progetto e, nel sito della Regione, dello studio di impatto ambientale e dei relativi documenti.
A questo, si legge ancora nella nota diffusa ieri dagli ecologisti «la zona interessata rientra in un sito di importanza comunitaria e nella zona di protezione speciale "Isola di Sant'Antioco, Capo Sperone"». Inoltre l'area è compresa anche nella fascia costiera di conservazione integrale dei 150 metri dalla battigia marina tutelata dalla una legge regionale con divieto di modifica territoriale con finalità turistico edilizie.
Tito Siddi
Unione Sarda


