I no radar vincono ma la battaglia non è ancora finita
Il Tar ha dato una sospensiva ulteriore di 60 giorni (prima di pronunciarsi nel merito) per l'installazione del radar a Capo Sperone e Italia nostra festeggia. Lo fa per bocca del segretario regionale Graziano Bullegas: «La portaerei Sardegna per qualche tempo potrà fare ancora a meno dei radar della Guardia di Finanza che dovrebbero essere installati a Capo Sperone e a Fluminimaggiore. Ovviamente siamo molto contenti per questa decisione del Tar e siamo pronti anche a presentare un esposto ulteriore alla Procura della Repubblica perché crediamo che vi siano altre irregolarità nell'iter seguito finora dalla pratica».
Vittoria dunque per il comitato no radar che, in quanto associazione non riconosciuta legalmente, non poteva presentare materialmente il ricorso ma ha provveduto alla raccolta dei fondi per poter pagare le spese amministrative connesse alla presentazione del ricorso alla giustizia amministrativa. Mercoledì mattina al liceo Lussu intanto c'è stato l'incontro con gli studenti e i rappresentanti del comitato No Radar e di Italia Nostra alla presenza in videoconferenza del giornalista siciliano Antonio Mazzeo. L'incontro con gli studenti è avvenuto nelle due sedi dell'istituto, quella di via Bolzano e quella di via Salvo D'Acquisto dove per l'occasione si inaugurava anche la sede di redazione del giornale scolastico «I ricci pungenti». Nel pomeriggio un dibattito sulle questioni delle servitù militari, non soltanto radar dunque, ma anche gli effetti sulla popolazione delle esercitazioni militari a Capo Teulada si è tenuto nella sala consiliare comunale.
«Questi due mesi - conclude il portavoce del comitato no radar di Sant'Antioco Antonello Tiddia - ci concedono un po' di tregua ma è chiaro che la nostra mobilitazione, insieme a quella dei comitati delle altre zone della Sardegna non verrà meno. Anzi utilizzeremo questo tempo per incontrare la popolazione e tenere alta l'attenzione su un tema che ci riguarda tutti. Tutto finirà se e quando i giudici amministrativi escluderanno definitivamente la possibilità di installare i radar in una zona di tutela ambientale».
La Nuova Sardegna


