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Radar, uno stop di tre mesi

PDF  Stampa  E-mail  Venerdì 07 Ottobre 2011 07:56

Da una parte i principi generali di tutela della salute pubblica, dall'altra quelli di precauzione che devono essere seguiti quando non ci sono ancora sufficienti spiegazioni scientifiche. In ultimo, ma legato a doppio filo coi primi due motivi, anche la questione del paesaggio e della natura da preservare. Con queste spiegazioni, più approfondite nei casi di Sant'Antioco e Fluminimaggiore piuttosto che per Tresnuraghes, i giudici della prima sezione del Tar Sardegna hanno sospeso per tre mesi la costruzione di tre dei quattro radar costierio che la Guardia di Finanza si apprestava a costruire nell'Isola, accogliendo i ricorsi cautelari presentati dagli avvocati di Italia Nostra e dal Comune di Tresnuraghes.

STOP AI LAVORI Cantieri bloccati dunque sino all'udienza di merito, già fissata per il 25 gennaio, quando il presidente del Tar sardo Aldo Ravalli (con a latere Alessandro Maggio e Gianluca Rovelli) affronterà una volta per tutte la questione. Depositate ieri mattina le tre ordinanze è arrivata la seconda vittoria, dopo la sospensiva del luglio scorso, anche per l'avvocato Giuseppe Longheu (nominato dal sindaco di Tresnuraghes), mentre l'associazione Italia Nostra, scesa in campo con i legali Paolo e Andrea Pubusa, si è opposta agli impianti di Sant'Antioco e Fluminimaggiore.


INTERESSI IN CONFLITTO "L'interesse nazionale perseguito con la realizzazione dell'opera pubblica (i radar, ndr) - si legge in due delle tre ordinanze depositate ieri mattina - cede di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute" che nell'ordinamento italiano "è pacificamente intesa come diritto soggettivo della persone e come interesse della collettività ad un ambiente salubre". Ma i magistrati sono andati oltre, stabilendo il principio che la salute può subire danni anche dalla "degradazione dell'ambiente". "I due beni, ambiente e salute sono pertanto caratterizzati da una forte interazione reciproca", prosegue il documento, che più avanti rimarca come, in assenza di risposte certe da parte degli scienziati sugli effetti "occorre applicare il principio di minimizzazione - sanciscono i giudici - che costituisce il corollario del principio di precauzione di derivazione comunitaria".


GLI ESCLUSI Già a luglio, il presidente Ravalli si era espresso con un proprio decreto a favore della sospensiva, rimarcando proprio i concenti legati alla tutela della salute. Successo, almeno sino al giudizio di merito, anche per il movimento "No-radar". Resta fuori dalla sospensiva il radar dell'Argentiera per il quale non era stato presentato alcun ricorso. Ma anche per questo impianto è stata annunciata un'istanza al Tar.
Francesco Pinna

Unione Sarda