«Lista unica alle comunali per risollevare il paese»
Per risolvere i problemi del Comune, niente di meglio che presentare una lista unitaria sin dalle prossime comunali, senza schieramenti alternativi. È la proposta che ieri sera alla riunione del Movimento dei commercianti e degli artigiani il sindaco ha lanciato. Proposta che farà molto discutere nei prossimi giorni le forse politiche cittadine. «Abbiamo grossi problemi - ha detto Mario Corongiu nel suo intervento - che vanno al di là degli schieramenti, dobbiamo essere uniti, perciò chiedo che alle prossime elezioni ci sia una sola lista invece delle quattro o cinque che sembra si vogliano presentare.
Abbiamo lavorato tanto e bene ma la verità è che la Regione non ci consente di realizzare gli interventi che abbiamo identificato come fondamentali per il rilancio dell'economia non solo cittadina ma di tutto il Sulcis, penso al Porto ed alle aree ex Sardamag, per le quali non è ancora partita la bonifica». Alla manifestazione, svoltasi nella piazzetta del porticciolo turistico, erano presenti oltre un centinaio di persone che hanno seguito con grande attenzione gli interventi degli oratori. All'inizio della serata è stato proiettato anche un cortometraggio di Corgiolu un'opera di finzione che racconta il dramma che molte aziende stanno vivendo.
«Abbiamo uno stato - ha specificato Andrea Impera - che attraverso Equitalia, ha praticato tassi del 65 per cento, di molto superiori al normale tasso di usura ed abbiamo partite iva che si sono viste riconoscere dai tribunali il danno subito proprio per queste riscossioni tremende. Siamo stufi di vedere le nostre aziende e le nostre case andare all'asta per pochi denari, crediamo ci sia un giro di persone che lavora per acquistare a poco prezzo il frutto delle fatiche degli altri. Siamo in uno stato di crisi notevole che non ci consente di pagare le tasse in base alle attrezzature che possediamo, possiamo pagare solo il poco lavoro che riusciamo a fare. Abbiamo parlato con il Direttore regionale delle Entrate e con gli Ispettorati del Lavoro, basta alle ispezioni finalizzate alla repressione ed alla multa, non è cos' che si favorisce lo sviluppo e la creazione di lavoro».(cf)
La Nuova Sardegna


