L'ancora trovata nei fondali è già al museo archeologico
È già esposta al museo archeologico «Barreca» l'àncora ritrovata l'altro ieri a Portopinetto nei pressi dei fondali della «Spiaggia dei francesi» a circa tre metri di profondità. Si è parlato subito di un reperto che risale a 2600 anni fa ma occorrerà studiarlo.
«Si tratta piuttosto - dice Piero Bartoloni, direttore del museo - di un corpo morto che ipotizzo servisse per le chiatte che trasportavano i blocchi di arenaria dalle cave locali a Sant'Antioco per la costruzione di edifici. La datazione è incerta fra l'epoca fenicio punica e quella romana. Parlo di corpo morto perché le àncore vere e proprie di quel periodo erano di forma subtriangolare ed avevano almeno due fori, uno per la cima e l'altro per il tronco in legno che serviva per l'ancoraggio vero e proprio nei fondali». Insomma, serviranno degli studi ma intanto il reperto è a disposizioner dei visitatori.
Il recupero del reperto è avvenuto ad opera della Guardia di Finanza, gruppo navale di Sant'Antioco, sollecitato dagli uffici del corpo di Cagliari allertati da un cittadino, Daniele Ambrosio, che aveva identificato l'àncora ed aveva provveduto a fare l'opportuna segnalazione. È stato il responsabile dell'ufficio della Soprintendenza ai beni archeologici Franco Mereu a prenderla in consegna e poi a lasciarla in custodia al museo antiochense. È possibile che il reperto sia rivendicato dal comune di Sant'Anna Arresi, nel cui territorio è avvenuto il ritrovamento
La Nuova Sardegna


