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Sant Antioco il centro si rianima grazie alla cultura

PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 31 Agosto 2011 13:59

Un buon afflusso di turisti, spettacolo e cultura proprio al centro del paese. È positivo il bilancio della prima edizione del festival Mauritano, che ha tra l'altro riservato il premio della pace alla giornalista Giuliana Sgrena.

«Siamo soddisfatti - dice Ignazio Pepicelli, dell'associazione Luna d'Oriente che ha organizzato la manifestazione con il patrocinio dell'amministrazione comunale - abbiamo dato un'impronta particolare al mese d'agosto. Abbiamo puntato su una parte del centro storico, come la piazzetta del bisso, praticamente quasi sconosciuta agli stessi antiochensi. Così abbiamo convogliato un discreto flusso turistico in una zona, appunto il centro storico, normalmente negletta dalla maggior parte degli avvenimenti estivi.

Ci è sembrato giusto ed importante partire proprio dal cuore della città, a due passi da piazza De Gasperi per una manifestazione che intende intrecciare nuovamente i fili dei rapporti tra Sant'Antioco e il Mediterraneo che ultimamente appaiono un po' meno valorizzati. Crediamo che proprio il mare, la nostra barriera naturale ma anche la nostra grande via di comunicazione possa essere lo strumento per ragionare con altre genti, altre abitudini che fanno tutte parte di una cultura comune».

Quest'anno il gemellaggio era con la Sicilia e in particolare con Sciacca, un pittore ed un poeta delle due città hanno aperto e chiuso la manifestazione, nella quale sono intervenuti oltre alla Sgrena, Vladimir Lussuria, ed il Karel Quartet, per una serata musicale dedicata agli autori classici del Novecento sardo che, sulla scorta del lavoro di Bartok con le melodie ungheresi, hanno valorizzato il patrimonio etnomusicale dell'isola in una serata veramente piacevole in cui il quartetto d'archi ha coinvolto gli spettatori in maniera entusiasmante. «L'anno prossimo - prosegue Pepicelli - avremmo intenzione di fare uno scambio tra Sardegna e Campania. Musica, arti figurative e letteratura daranno il modo di evidenziare le peculiarità ed anche i tratti in comune tra le differenti espressioni delle genti. Poi sarà attribuito il premio della pace ad un protagonista della cultura impegnato per il dialogo tra i popoli».

La Nuova Sardegna