Sant’Antioco, due giorni di studi al presidio permanente «No radar»
Prosegue il presidio al sito di «Su Semafuru» di Capo Sperone da parte del comitato «No Radar» che si oppone alla installazione, per conto della Guardia di Finanza, di un radar a bassa frequenza per il controllo del traffico navale al largo della Sardegna.
«Abbiamo organizzato - dice Graziano Bullegas, segretario regionale di Italia Nostra e uno degli animatori del comitato - due giorni di studio sulle problematiche ambientali del territorio e in Europa. Abbiamo avuto modo di incontrare, oltre agli esperti locali, rappresentanti di movimenti che si oppongono alla realizzazione di opere analoghe, autostrade, percorsi ferroviari ad Alta Velocità e altri progetti simili in altre regioni. Abbiamo incontrato ad esempio rappresentanti di un movimento basco che si oppone alla realizzazione di un tracciato ferroviario che sconvolgerebbe il loro ecosistema. Ma erano presenti anche dei francesi. Noi ora proseguiamo il presidio in attesa del pronunciamento della magistratura amministrativa il 5 di ottobre».
La due giorni di studio si è svolta alla Torre Sabauda che domina la spiaggia di Turri, ed ha dato modo a tante persone di conoscere lo stato dell'arte della mobilitazione popolare che si è creata attorno al comitato. Sarà il Tribunale Amministrativo Regionale a stabilire se i lavori potranno continuare oppure se la Guardia di Finanza dovrà procedere ad identificare un'altra località per il suo potente strumento. Certo la comunità antiochense, che pure ha trascurato per anni la struttura che domina Capo Sperone, non si aspettava una nuova servitù. Non c'è nemmeno stato il tempo, considerando i tempi lunghi della burocrazia ministeriale e poi regionale, di acquisire al patrimonio comunale il sito militare dismesso, che già si procede ad aduna nuovo vincolo militare su uno dei siti più belli e panoramici dell'intera isola.(c.f.)
La Nuova Sardegna


