Sant’Antioco, sino a fine agosto c’è il festival dei «maurreddus»
Inizia con «Corèddus a Coluri, Sicilia e Sardegna a confronto» nella piazzetta del Museo del Bisso, oggi alle 21.30, il festival mauritano Isola di Sant'Antioco. La comparazione tra l'arte di Totò Di Marca, pittore di Sciacca e i lavori di Gianni Mannai, antiochense che per lungo tempo ha vissuto in Germania apre la manifestazione culturale.
La mostra potrà essere visitata sino al 28 agosto dalle 19 alle 23 nella sala della piazzetta del Museo del Bisso. Sabato alle 21.30 sarà presentato, insieme all'autrice, il libro «Il prezzo del velo» di Giuliana Sgrena. La giornalista parteciperà lunedì sera alle 21.30 nell'aula consiliare ad un dibattito, «Il percorso della donna: dalla Mauritania alla Sardegna attraverso il velo» con l'antropologa Maria Gabriella Da Re. Ad organizzare il festival è l'associazione culturale Onlus «Luna D'Oriente» con il contributo del Comune e la collaborazione delle Cantine Sardus Pater. «Per tutti - dice Ignazio Pepicelli, uno degli organizzatori - siamo i «maurreddusu», considerati insomma il frutto di una contaminazione con l'Africa.
Ed è proprio a partire dalle radici comuni con il grande continente (basti pensare che proprio dall'Africa ci viene il santo patrono, un uomo dalla carnagione molto scura) che festeggiamo con la sagra più antica della Sardegna e forse d'Italia. Il tormentato rapporto con la sponda meridionale del Mediterraneo ci ha costretto nel tempo ad abbandonare questa isola e a riabitarla solo da meno di 300 anni. I rapporti sono comunque rimasti ed hanno influenzato anche l'alimentazione e la lingua, per non parlare dei vestiti e della musica. Perciò intendiamo ogni anno portare sull'isola una località di medesima tradizione. Per la prima edizione, abbiamo pensato alla Sicilia, ed in particolare a Sciacca». Il festival si dipanerà attraverso l'incontro confronto tra le due grandi isole del Mediterraneo.
La Nuova Sardegna


