Elmas-Sant'Antioco in 15 minuti
Sono da poco trascorse le quattro del pomeriggio quando il Cessna C208 imbocca la pista dell'aeroporto di Elmas. In un attimo scatena tutti i settecento cavalli del motore a turbina, si stacca dal suolo e incomincia a salire dando la sensazione di una insospettabile leggerezza. In quota c'è un bel maestrale, il monomotore sobbalza un po'. Il pilota punta verso la valle del Cixerri, quindi vira a Sud, a scavalcare la catena di monti e colline del massiccio del Sulcis. La rotta è tracciata, la destinazione pure: Sant'Antioco.
LA LAGUNA Prove tecniche di aeroporto. Potrebbe essere questa la definizione del volo del Cessna sui cieli del Sulcis. Perché Il monomotore a elica che l'azienda aeronautica del Kansas ha spedito in Sardegna ha proprio il compito di testare la fattibilità di un progetto abbastanza ardito: l'organizzazione di un servizio di aerei navetta tra l'aeroporto principale dell'Isola, quello di Elmas, appunto, e il Sulcis. Ma il Sulcis non ha aeroporti. Problema risolto: il Cessna anziché atterrare ammarerà. Proprio così, l'aerotaxi sarà un anfibio in grado di atterrare o ammarare, indifferentemente. L'aeroporto del Sulcis sarà una laguna, quella sulla quale si affaccia Sant'Antioco.
Bastano quindici minuti per arrivare a destinazione. Il Cessna compie un'ampia virata sull'antica Solky a simulare l'ammaraggio (il modello inviato per la prova non è anfibio) quindi fa rotta verso Cagliari. Altri quindici minuti di volo e plana docilmente sulla pista di partenza: esperimento finito.
L'IMPRESA Finito e riuscito. Carlo Cattoni tira un sospiro di sollievo. «Questo volo dimostra che organizzare un servizio di aerei-navetta tra l'aeroporto di Elmas e il Sulcis è fattibile». Fattibile e anche a costi contenuti. «Un'ora di volo del Cessna costa, tutto compreso, 1.200 euro, con l'aereo da otto posti saremo in grado di fare pagare non più di 40 euro a tratta». C'è già anche un'ipotesi di frequenza: cinque voli giornalieri Elmas-Sant'Antioco e viceversa, ovviamente limitatamente all'estate, il periodo di maggior traffico turistico.
Dopo l'aereo-navetta c'è, però, da fare decollare la società che finanzierà e gestirà l'impresa, perché di impresa commerciale si tratta. Cattoni ci sta lavorando: «L'ideale sarebbe mettere insieme un gruppo di imprenditori locali disposti investire sul progetto». Un possibile partner era a bordo per il volo di prova. Ninetto Deriu, imprenditore di Iglesias, non si sbilancia ma guarda con interesse all'aerotaxi. Progetta di costruire un centro termale cinque stelle proprio a Sant'Antioco. «Un servizio di aerei-navetta sarebbe l'ideale per i nostri clienti».
L'IDROBASE L'iniziativa è legata al progetto dell'Idrobase del Sulcis, un aeroporto per idrovolanti al quale sta lavorando il solito Cattoni spalleggiato dall'Aero-club di Como. Un idroscalo da utilizzare per i corsi di pilotaggio per il brevetto insieme ad una certa attività di voli turistici. Il progetto è già pronto, la striscia di laguna dove ammarare è stata delimitata, così come l'area a terra per il capannone di 800 metri, i servizi, il punto ristoro.
È un progetto che ha incassato anche il favore della Provincia dopo quello del Comune di Sant'Antioco.
Tore Cherchi, (anche lui sul Cessna per il volo di prova) non esclude la possibilità di un contributo per le infrastrutture a condizione «che alle spalle ci sia un progetto ben definito e un soggetto imprenditoriale affidabile in grado di realizzarlo e gestirlo». L'assessore ai Trasporti Guido Vacca condivide: «Sarebbe un'offerta in più sul mercato del turismo». Il Cessna ha continuato la spola Elmas-Sant'Antioco per due giorni, poi è volato nella Penisola.
Unione Sarda


