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Cremone dice sì al centro benessere

PDF  Stampa  E-mail  Venerdì 15 Luglio 2011 09:30

Sant'Antioco, lettera al presidente Cherchi sulle terme a Coaquaddus: «No a colate di cemento ma il territorio deve essere valorizzato». Gli ambientalisti di Italia Nostra l’altro giorno hanno ribadito che le terme a Coaquaddus sono un suicidio per il territorio. Ieri mattina con una lettera aperta al presidente della provincia Salvatore Cherchi Angelo Cremone, consigliere provinciale e presidente dell’associazione Sardegna Libera, interviene sulla questione e appoggia la proposta di realizzare un centro termale nei pressi della spiaggia.


Scrive Cremone e non mancherà di suscitare come al solito delle polemiche: «La valorizzazione delle risorse termali recentemente trovate a Sant’Antioco risulterebbero un elemento capace di creare sviluppo sostenibile nel territorio interessato. La creazione di un centro benessere a 250 metri dalla spiaggia potrebbe, se progettato secondo dettami di architettura sostenibile e inserito in maniera armonica nel territorio immediatamente circostante, portare un impulso importante non solo in termini economici ma anche in termini di immagine».


Il consigliere provinciale poi ricorda le scelte degli antiochensi che hanno rinunciato all’industria pesante ed alle cave, programmando un futuro in cui al centro delle scelte dovrà esserci la valorizzazione delle dellerisorse naturali e paesaggistiche. E secondo il suo parere è in quest’ottica che si devono discutere le proposte dei privati che vanno in questa direzione. Questa strada dovrebbe essere poi praticata da tutto il Sulcis con l’abbandono progressivo dell’industria pervasiva ed inquinante, sostiene Cremone, a favore della valorizzazione delle risorse naturali presenti nel territorio.

«Chiaro che questa valorizzazione - conclude Cremone - non deve per forza passare per una antropizzazione selvaggia a tutti i costi ma deve trovare il giusto equilibrio tra fruibilità e tutela tra offerta turistica e incontaminazione del paesaggio. È compito della politica fare queste scelte concertando e facendo condividere i progetti agli interessati. L’ambientalismo radicale e gli estremismi in genere non servono a nessuno, tantomeno a coloro che oggi aspettano un futuro diverso da quello attuale. Il dissenso a prescindere non contribuisce alla crescita ed allo sviluppo del nostro territorio». Il dibattito è destinato ad allargarsi molto presto.

La Nuova Sardegna