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Birra di Sardegna: Sant'Antioco con Rubiu esaltata dal guru dello slowfood

PDF  Stampa  E-mail  Giovedì 23 Giugno 2011 16:10

La Sardegna è la regione in Italia con il più alto consumo pro-capite di birra. Potrebbe bastare questo dato a spiegare perché su quest' isola affascinante e selvaggia ma anche (in alcune zone) deturpata da un turismo rapace e da costruzioni che ne hanno fatto un grande villaggio vacanze, la produzione di birra artigianale si sia ritagliata un ruolo così importante nel panorama italiano ed europeo.

Ma c' è di più. Se si guarda alla produzione alimentare sarda sembra che la faccia più cupa dello sviluppo abbia contribuito a preservare, come in una sorta di contrappasso, lontanissime tradizioni e produzioni. È questo il caso di formaggi da razze autoctone (Casizolu e Fiore Sardo) e vini ancora oggi ottenuti con antichi metodi e vigne condotte ad alberello. La birra s' inserisce bene in questo sistema. Il suo movimento, molto più recente, ha trovato terreno fertile e si è sviluppato in molte forme: associazioni (l' Hbs, associazione degli hombrewer sardi), serate a tema, corsi di degustazione e birrifici. Tra questi, nel Sud della regione sulla splendida isola di Sant' Antioco, si trova il brewpub Rubiu. Sa genti arrubia è il modo in cui gli abitanti di quest' isola, posta nel Sulcis Iglisiente, chiamano i loro compatrioti rosa: i fenicotteri, che rappresentano una delle principali attrattive del luogo, colorando coste e stagni.

A loro è dedicato il birrificio, nato nel 2009 dalla passione di Fabrizio Melis e Luca Grau, che dopo aver prodotto a lungo birra in casa e aver fatto periodi di stage presso numerosi microbirrifici italiani hanno deciso di aprire il proIL prio locale. Le birre, quattro tipologie tutte ad alta fermentazione, sono fatte in un piccolo e compatto impianto da 2,5 ettolitri che consente di produrre circa 120 ettolitri l' anno, venduti sia all' interno del pub, che in bottiglie da 0,75 cl. Il brewpub, nel centro del paese, ha un arredamento moderno ed elegante, nel quale si ripetono come in un ritornello - sui muri, sulle bottiglie, un po' ovunque - le immagini dei fenicotteri. Le culture brassicole di riferimento sono quella belga e anglosassone.

Abbiamo così la Flavia, prima classificata al concorso Birra dell' Anno 2011 organizzato da Unionbirrai, una birra di ispirazione belga di colore chiaro e caratterizzata da note calde, speziate e morbide, senza rinunciarea un' inattesa vena beverina; la Rais, una amber ale inglese, di bassa gradazione ben costruita sull' equilibrio tra le componenti maltatee di caramelloe quelle pepatee amare del luppolo; la Lido, altra birra dal carattere inglese, con belle note floreali che si presentano al naso e in bocca; e infine la Triga, una blanche molto classica, con un naso segnato dall' attenta speziatura di coriandolo e scorza d' arancia.

Ma Luca e Fabrizio, aiutato dalla moglie Tiziana, cercano sempre di sviluppare nuove ricette che prevedano l' utilizzo di Presidi Slow Food o di materie prime del territorio. Prodotti, quelli sardi, che vengono proposti anche nel brewpub, dove si possono consumare ottime pizze cotte nel forno a legna o salumi e formaggi locali, scelti con attenzione tra le eccellenze.

Una gita in questo luogo vale davvero la pena, anche perché quest' angolo di Sardegna mostra un territorio ancora vergine, ricco di storia, tradizioni e monumenti, come la Basilica di Sant' Antioco dove ammirare le catacombe paleocristiane e dove, nel 1615, furono ritrovate le spoglie del santo che all' isola dà il nome.

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