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Sant'Antioco dai sindaci 4 no ai radar

PDF  Stampa  E-mail  Sabato 11 Giugno 2011 08:13

«Totale contrarietà all'istallazione dei radar di profondità nei siti individuati dalla Guardia di finanza e mandato al presidente della Giunta regionale affinché attui gli interventi necessari per scongiurare tale situazione»: così recita il documento congiunto approvato dai sindaci di Sant'Antioco, Sassari, Fluminimaggiore e Tresnuraghes che hanno partecipato ieri mattina alla prima riunione consiliare congiunta dei quattro Comuni interessati al progetto radar anti-immigranti. Una decisione dettata da problemi ambientali, tutela alla salute dei cittadini e il rischio di bloccare lo sviluppo turistico.

DAL FARO ALL'AULA Quella di ieri a Sant'Antioco è stata una mattina densa di impegni. Prima una visita al presidio di Capo Sperone, presidiato da oltre un mese, giorno e notte, da decine di volontari e aderenti al comitato spontaneo "No radar". Poi Consiglio comunale straordinario, allargato a sindaci, sindacati e associazioni. In aula anche il deputato sulcitano Francesco Sanna e delegazioni di altri presidi "No radar." Una assemblea compatta nel respingere il progetto radar.


DUE PROGETTI Il sindaco di Sant'Antioco, Mario Corongiu, si è detto preoccupato: in itinere ci sarebbero due progetti per il controllo dei mari e delle coste, uno delle Capitanerie di porto e uno della Guardia di finanza. «Ognuno va per contro proprio - ha detto Corongiu - e non vorrei che alla fine ci ritrovassimo con due radar. Abbiamo chiesto l'interessamento alla Regione ma sinora non abbiamo avuto risposta».


«TROPPE SERVITÙ» Per Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari, «l'ubicazione dei radar non è un problema dei sindaci ma di tutta la Sardegna: abbiamo servitù militari estese che hanno compromesso e compromettono lo sviluppo dell'isola».
INTERESSE TURISTICO Contrario all'istallazione dei radar anche il sindaco di Fluminimaggiore, Pier Giuseppe Massa: «Stiamo elaborando il Puc - ha detto - che indica Capo Pecora come zona di interesse turistico alternativo».


«COMBATTERE» Guerra dichiarata anche a Tresnuraghes: «Se combatti - ha sostenuto Antonio Cinellu - puoi vincere; se non combatti hai già perso. Dobbiamo combattere tutti.
NESSUNA RISPOSTA Il parlamentare Francesco Sanna ha assicurato l'interessamento al problema: «Abbiamo già inoltrato delle interrogazioni, ma sinora senza risposta». Qualcuno invece ha sostenuto che il progetto radar sarebbe a termine e tra due anni sarà sostituito da un altro. Insomma, tutti contro: sindaci e comitati: «Il radar non produce niente», ha tagliato corto il sindacalista Roberto Puddu: «Noi non lo vogliamo e dobbiamo costringere la Regione a dire di no».
Tito Siddi

Unione Sarda