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Sant'Antioco presidio permanente per il no al radar

PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 01 Giugno 2011 08:40

Non hanno intenzione di fermarsi perchè è una battaglia di legalità di tutto territorio. Così i rappresentanti del comitato no radar a Su Semafuru nei pressi di Capo Sperone hanno deciso di proseguire ad oltranza il presidio. C'è gente di tutte le età, ragazzi di 18 anni ma anche pensionati settantenni, decisi a non allontanarsi dalla zona nell'attesa che il provvedimento in atto possa essere bloccato.

«Arriviamo talvolta a una cinquantina di persone - dice Antonello Tiddia, uno dei rappresentanti del comitato - il sabato e la domenica abbiamo il conforto di persone che vengono a trovarci, come domenica scorsa anche da Cagliari, ed è sempre festa. Vorremmo tutti stare a casa e non dover protestare in questo modo ma, dopo l'ultima riunione con il prefetto, sembra non ci siano molte altre strade che proseguire con il controllo del territorio per evitare la prosecuzione dei lavori».

Così anche l'amministrazione comunale ha fatto sentire la sue voce e il sindaco Mario Corongiu si è recato a far visita al presidio, mentre una riunione di consiglio è stata convocata proprio dove si svolge il presidio. «Stiamo anche studiando delle azioni di lotta inedite - sottolinea Corongiu - insieme agli altri sindaci della Sardegna interessati. Ci sarà una riunione di tutti i consigli comunali e contiamo che la Regione prenda posizione sulla vicenda, visto che si tratta di territorio regionale e che non solo la comunità locale è interessata a questa decisione».


Intanto dalla Puglia arrivano buone notizie, secondo quanto fa sapere Graziano Bullegas, il Tar di Lecce ha disposto la sospensione dei lavori in attesa della sentenza, un ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste e dai comuni interessati. La decisione nel merito dovrebbe arrivare dopo il 15 giugno. Purtroppo in Sardegna nessuno ha finora seguito anche la via legale oltre a quella della protesta popolare. E forse nel territorio di una regione a statuto speciale, tra l'altro in una zona classificata «importante» dal punto di vista naturalistico ambientale, anche questa carta avrebbe potuto portare dei risultati.

La Nuova Sardegna