Siete qui Home Rassegna Stampa Sant'antioco Cremone: «L’autorizzazione per il radar è illegittima»


Sant'antioco Cremone: «L’autorizzazione per il radar è illegittima»

PDF  Stampa  E-mail  Giovedì 07 Aprile 2011 08:51

Potrebbe essere illegittima l'autorizzazione rilasciata per l'installazione del contestato radar costiero, a Capo Sperone. Il consigliere provinciale dell'Idv, Angelo Cremone, ha inviato un esposto al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti segnalando presunte irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni.

Sull'istallazione del radar costiero a Capo Sperone l'intero consiglio comunale si è espresso contro la decisione di sistemare in una zona di pregio naturalistico ed ambientale un impianto che, per essere sorretto, deve disporre di piattaforme in calcestruzzo, tralicci alti 36 metri, cabine ed apparati di trasmissione. Il tutto rientra in un progetto che prevede la realizzazione di 5 radar. «Quell'area, come segnalato dal sindaco di Sant'Antioco, Mario Corongiu - sostiene Angelo Cremone - dal punto di vista urbanistico comunale è classificata come zona di protezione integrale e dal punto di vista naturalistico come zona di protezione speciale. L'iter autorizzativo per l'istallazione del radar è stato concentrato in una conferenza di servizi con ben 18 soggetti presenti.

Tutto il territorio del comune di Sant'Antioco, come riconosciuto dal ministero dell'ambiente, ricade all'interno del Sito di interesse nazionale. Inoltre Sant'Antioco ricade nella zona ad alto rischio di crisi ambientale, interessata dal piano di disinquinamento». Secondo Cremone lo svincolo per l'utilizzo legittimo delle aree ricadenti nel Sin deve essere effettuato dal ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, quale unico ente preposto. «Il difetto - aggiunge Cremone - sta nel fatto che il Ministero dell'ambiente in merito alle competenze in materia di siti ricadenti in aree Sin, ha invitato solamente l'ufficio del commissario delegato per l'emergenza ambientale relativamente alle aree minerarie del Sulcis Iglesiente; ma proprio questo ufficio ha dichiarato che le zone oggetto degli interventi rientrano nel Sin e quindi non nelle competenze del commissario. Il provveditorato interregionale per le opere pubbliche deve tener conto che non è stato invitato il ministero dell'ambiente».(e.a.)

La Nuova Sardegna