Radar a capo Sperone, servono più controlli
Una mozione dell'opposizione e, oggi, un incontro degli ambientalisti con la popolazione in un locale sul Lungomare. Tutto per sollecitare controlli e attenzione sul radar delle fiamme gialle a Capo Sperone: si chiedono al sindaco tutte le prescrizioni per evitare danni all'ambiente.
Secondo Pier Giorgio Testa, Salvatore Massa, Lucia Pittau, Gianni Locci, Ignazio Locci e Eleonora Spiga, la delibera della Regione che a novembre ha ha concesso in comodato d'uso alla Guardia di Finanza una porzione dell'ex Semaforu, per l'installazione di un radar su un traliccio alto 36 metri prevede misure per tutelare l'ambiente, il paesaggio e i residenti. In particolare i consiglieri fanno notare che la zona prescelta è «a protezione speciale»: «L'area è individuata come zona H1 nel Puc e sulla collina ci sono fabbricati particolarmente significativi sotto l'aspetto storico-culturale e architettonico. Inoltre l'intera isola di Sant'Antioco è tutelata con vincolo paesaggistico».
«Per questi motivi impegniamo il sindaco - scrivono i consiglieri - a verificare e a riferire in Consiglio se sono stati richiesti (ed eventualmente rilasciati) pareri, autorizzazioni amministrative o concessioni a favore dell'installazione del radar. Ma dovranno essere verificate, prima del rilascio di concessioni o autorizzazioni comunali, il livello delle radiazioni magnetiche o di qualsiasi altro elemento inquinante emesse dal radar e le eventuali ripercussioni sulla salute dei cittadini e sull'ecosistema dell'isola. Inoltre dovranno essere fornite informazioni sui potenziali effetti elettromagnetici del radar sull'ecosistema e sull'istituenda area marina protetta».
La Nuova Sardegna
C.F.


