Lettera al consigliere regionale Locci, nostro concittadino, sulla grave situazione legge 162
Egregio Concittadino, Consigliere Regionale
Onorevole Giorgio Locci
Si presume che, come persona a conoscenza dei fatti, nessuno conosca meglio di lei la grave situazione della città di Sant'Antioco in relazione ai progetti personalizzati della legge 162/98 per portatori di handicap grave. Mi permetto comunque di ribadirlo ulteriormente: come assessorato ai servizi sociali abbiamo attivato 277 piani di intervento con criteri innovativi e interventi personalizzati che, con i gravissimi tagli che l'Assessorato Regionale alla Sanità ha attuato, andranno incontro a situazioni di precarietà socio-assistenziale, a dolorosi aumenti del carico familiare, presenti certo anche lo scorso anno, ma che nella situazione attuale rischiano di generare gravissimi problemi di natura socio-sanitaria perché rivolti alla fascia più debole della popolazione di Sant'Antioco.
Da non omettere anche gli interrogativi a livello occupazionale che tali tagli comporteranno considerato che grazie ai fondi della l. 162/98 decine di operatori sociali lavorano nel settore dell'assistenza alla persona.
Le ricordo anche, e anche qui do per scontato che lei sappia a cosa mi sto riferendo, che è stato approvato in Consiglio Regionale un odg che impegnava l'assessore Liori a rifinanziare le risorse dello scorso anno senza riduzioni ai piani che comunque prima di essere ridefiniti avrebbero dovuto varcare la soglia della Commissione Sanità dove la sua presenza è significativa e si è fatta sentire in altre situazioni che probabilmente richiamavano la sua attenzione rispetto a questa.
Dove sono finiti gli impegni presi?
Cosa intende fare per garantire i diritti lesi dei suoi concittadini?
Questi suoi concittadini più svantaggiati chiedono di riottenere il "maltolto", cioè le risorse ai singoli progetti tagliati dalla Delibera n° 34/30 del 18/10/2010 al fine di:
- ripristinare i punteggi;
- dare continuità i finanziamenti e ai programmi;
- eliminare la compartecipazione.
Poiché si è ben notata la sua presenza in merito ad alcuni questioni della nostra Cittadina perché non ha mai avuto una parola, o formulato un atto concreto in difesa delle persone più deboli del paese? Non è bello far passare in silenzio queste tristi decisioni perché chi viene messo da parte sono proprio coloro che non possono farcela senza dei concreti atti politici.
E lei, poiché eletto anche con i voti di questi nostri cittadini vessati e senza possibilità di difesa alcuna, dovrebbe essere in prima linea per garantire loro il ripristino dei diritti negati.
cordiali saluti,
L'Assessore ai Servizi Sociali
Mariella Piredda



