Sant'Antioco «I tagli paralizzano il Comune»
Un Comune falcidiato dai tagli e sempre più in difficoltà. Le parole del sindaco Mario Corongiu non lasciano troppo spazio alla fiducia: «Siamo molto preoccupati perchè la Finanziaria ha stabilito un taglio alle nostre entrate per il 2011 di ulteriori 350 mila euro e di 600 mila per il 2012: una tendenza che non sembra possa invertirsi in futuro.
A questo punto l'azione amministrativa si fa sempre più complicata e investire nei settori che l'amministrazione considera prioritari diventa veramente complicato». Nei giorni scorsi il Comune ha partecipato compatta alla presentazione degli Annali 2010, a cura dell'associazione culturale l'Arciere e il sindaco ha ribadito la scelta dell'amministrazione di puntare sulla cultura, in particolare sostenendo il premio di arte contemporanea istituito dalla stessa associazione e la pubblicazione del volume degli annali ma anche promuovendo la ricerca storica e documentale sul culto del santo patrono e sostenendo le attività del museo srcheologico comunale.
«Crediamo che la cultura - prosegue Corongiu - possa essere davvero l'elemento che ci aiuta ad orientare uno sviluppo ed una crescita differente, che può consentirci di estendere la durata della stagione turistica e perciò di offrire prospettive economiche e di reddito anche per i giovani, oggi costretti a cercare lavoro lontano dal paese». Ma il sindaco ritorna sulle molte risorse che servirebbero per favorire le iniziative del settore culturale e sul fatto che l'economia cittadina non è costituita da grandi imprese in grado di affiancare l'amministrazione comunale per sostenerle.
«Sarebbe indispensabile poter contare - conclude il sindaco - su un quadro economico certo e almeno stabile nel periodo, invece in questi ultimi anni abbiamo assistito a tagli progressivi che da un lato, come nel caso del patto di stabilità, mettono in difficoltà anche la realizzazione delle opere programmate e regolarmente approvate, dall'altro sottraggono agli amministratori la possibilità di orientare la spesa delle risorse sempre più scarse in funzione dello sviluppo della comunità».
La Nuova Sardegna


