Convenzione fra enti per la necropoli di Sulky
La necropoli punica di Sulky, a Sant'Antioco, verrà restituita alla fruizione di residenti e turisti. In tal senso si stanno muovendo Comune, ministero dei Beni ambientali, Regione, Provincia, Soprintendenza, università di Sassari e Ati Ifras. L'obiettivo è di stipulare una convenzione per concordare azioni comuni nel settore archeologico dove ogni ente metterebbe a disposizione un aiuto economico. «Ognuno farebbe la sua parte - afferma il sindaco Mario Corongiu - con la disponibilità di finanziamenti: unendo le forze si può salvaguardare quel bene inestimabile che è la necropoli punica».
Nei giorni scorsi, in Comune, si è tenuta una riunione tra i rappresentanti dei vari enti interessati per gli ultimi accordi prima della firma della convenzione. Nella riunione si è deciso che, una volta firmata la convenzione, si proceda su due canali diversi: il primo prevederebbe un intervento immediato sulle emergenze (si renderebbero così immediatamente visitabili alcune tombe e si metterebbero in sicurezza pozzo sacro e tomba dei giganti), il secondo prevede invece la stesura di un progetto generale tendente alla ricerca di finanziamenti per rendere accessibile il maggior numero di tombe e mettere in sicurezza le rimanenti.
Piero Bartoloni, curatore del museo archeologico antiochense e docente di Archeologia fenicio-punica all'università di Sassari ha proposto che ogni intervento fosse considerato una vera e propria campagna di scavo archeologico, ma da finalizzare al restauro, in modo da poter pianificare azioni di lunga durata.
La necropoli punica di Sulky nell'isola di Sant'Antioco, è tra le più importanti del Mediterraneo: scavata nel tufo, è composta da numerose tombe attualmente chiuse al pubblico per problemi di sicurezza.
Due anni fa il recupero della necropoli entrò a far parte del progetto ministeriale "Maratonarte". I proventi di quella campagna non sono mai giunti a Sant'Antioco ma sono stati dirottati per altre finalità. Recentemente il sindaco Corongiu ha rivendicato quei fondi. La necropoli è entrata anche nella "Linea rossa, monumenti da salvare" di Italia Nostra.
TITO SIDDI
Unione Sarda


