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Ripartono i lavori per completare la pista ciclabile

PDF  Stampa  E-mail  Giovedì 30 Dicembre 2010 18:00

Sant’Antioco, nuovi finanziamenti: l’eterna incompiuta ha le ore contate. Sono ripresi i lavori per la realizzazione della pista ciclabile che da Corru Longu porta a Sant'Antioco. I lavori erano iniziati negli anni scorsi ma erano stati interrotti più volte: adesso c'è la speranza che finalmente si possa arrivare a vedere l'opera finita.

Ad occuparsi della fase finale è il consorzio industriale provinciale, che è subentrato alla struttura che negli anni scorsi aveva cominciato l'opera. Il primo cantiere si aprì nel 2007, allora l'amministrazione era guidata da Eusebio Baghino e all'opera veniva data molta importanza anche per gli effetti dal punto di vista turistico. Sono diverse le carovane di cicloamatori che raggiungono l'isola sulcitana e dal momento che occupano la sede della statale 126 i rischi sono notevoli. Intanto la fermata dei lavori e la mancata sorveglianza del cantiere aperto ha solleticato l'attenzione di tanti appassionati dei blocchi di cemento che delimitavano la pista e che sono stati portati via a profusione da ignoti.

Ancora lo scorso anno i lavori erano ricominciati, con l'obiettivo di terminare dopo le elezioni provinciali. «Riteniamo che questa opera - dice l'assessore all'ambiente Massimo Melis - sia di grande importanza sia per la valorizzazione delle saline come di tutta la laguna. Dalla pista ciclabile si vedono perfettamente gli stagni con i fenicotteri e gli altri uccelli acquatici che stazionano quasi tutto l'anno nelle nostre zone umide». La pista ciclabile fiancheggia la laguna e segue il percorso del canale di raccolta delle acque meteoriche e di derivazione dalle irrigazioni dei campi per evitare il contatto con le acque delle vasche salanti: sta fra la strada 126 ed il canale stesso.

I progettisti hanno sfruttato il percorso della vecchie rete ferrata. Per realizzare l'opera a suo tempo fu predisposto un finanziamento di 400 mila euro che sono stati integrati l'anno scorso con altri 150 mila. Il finanziamento faceva parte dei fondi da utilizzarsi per il recupero delle aree degradate nell'ambito del Piano per il recupero dell'Area di Crisi ad Alto Rischio ambientale del Sulcis Iglesiente. Sant'Antioco è inserito proprio fra i comuni a rischio e la zona da cui nasce la pista, tra il Faro e Corru Longu, era stata all'epoca della ex Sardamag una discarica delle attività di produzione.

La Nuova Sardegna