L'area ex Sardamag non è inquinata, all'orizzonte un nuovo bando d'affitto
Solo tracce di idrocarburi. È il risultato dei carotaggi effettuati dalla Progemisa nell'ex Sardamag di Sant'Antioco. L'area industriale dismessa di 14 ettari si trova all'ingresso della città e sino a qualche anno fa produceva ossido di magnesio dall'acqua di mare.
I risultati sono stati illustrati nella conferenza di servizi che si è tenuta la scorsa settimana a Roma presso il ministero dell'Ambiente. All'incontro hanno partecipato anche i rappresentanti di Regione, Provincia e Comune di Sant'Antioco. «I punti dove sono state riscontrate tracce inquinanti prodotte da idrocarburi sono irrilevanti - dice Massimo Melis, assessore comunale all'Ambiente - mentre le ghiaie, derivate dalla frantumazione delle strutture in cemento armato abbattute, che si trovano all'interno del sito, sono indenni di tracce inquinanti».
Così in attesa di sviluppi sul destino dell'area, sulla ghiaia ha già messo gli occhi il Comune: nei giorni scorsi ha chiesto a Regione e Seamag di poter prelevare la ghiaia all'interno dell'ex stabilimento per utilizzarla come fondo per le strade di campagna. «Abbiamo bisogno di quel materiale viste le alluvioni che negli ultimi tre anni ci hanno costretto ad interventi non solo ordinari ma anche straordinari sulla viabilità rurale - spiega il sindaco Mario Corongiu - con i tagli previsti dal Governo non è facile trovare i fondi per risolvere tutte le problematiche che si presentano».
Intanto la Regione potrebbe nuovamente avviare un bando di affitto dei terreni, come già fatto senza esito negli anni scorsi. L'unica incombenza a cui sarebbe obbligata l'azienda vincitrice del prossimo bando sarebbe quella dello smaltimento delle parti inquinate. L'ultimo bando che ha interessato la ex Sardamag, emanato dalla giunta Soru, prevedeva la cessione in affitto con un canone di 50 mila euro l'anno per settanta anni. Il comparto che complessivamente ha una estensione di 14 ettari era stato diviso in due parti: una di 13 ed una di un ettaro per le quali erano state previste due opzioni diverse. La palla adesso è passata all'attuale amministrazione regionale che potrebbe rilanciare la stessa offerta oppure cambiare del tutto le clausole del bando. «Speriamo che il prossimo bando - auspica il sindaco - preveda cubature idonee affinché l'asta non vada ancora una volta deserta».
TITO SIDDI
Unione Sarda


