Sant'Antioco ambiente e vegetazione: bibliografia essenziale
Le notizie bibliografiche riguardanti l’ambiente e il popolamento vegetaledell’isola di Sant’Antioco sono poco diffuse e poco conosciute. Spesso mi è capitato di assistere alcuni docenti nei loro lavori sul territorio con gli alunni, e la lamentela principale verteva sulla grande difficoltà areperire dei riferimenti bibliografici, pressoché assenti anche nellebiblioteche comunali.
Non così in ambito accademico, grazie ad alcune pubblicazioni che forniscono un quadro esauriente della situazione vegetale del territorio isolano e una significativa base scientifica per una seria e oculata programmazione degli interventi sul territorio. Ritengo utile, perciò, riportare quelli che, a mio parere, sono i principali riferimenti bibliografici.
Due sono i lavoripiù importanti : Ricerche floristiche e vegetazionali nell’isola di S.Antioco : la flora, di Milia G. e Mossa L.(1976), servito da base per la successiva Analisi fitosociologica e cartografia della vegetazione (1:25.000) dell’isola di Sant’Antioco, di Caneva G., De Marco G. e Mossa L.(1981). Il primo lavoro riporta un elenco di 672 specie ritrovate nell’intero territorio dell’isola, con una sintetica descrizione dell’ambiente in cui sono state ritrovate,con altre 7 ritrovate dopo l’invio del lavoro alla stampa, per un totale di 679.
Questo numero è destinato ad aumentare, se le ricerche continueranno con uno studio ancora più approfondito dei numerosi ambienti che l’isola presenta. Il secondoanalizza invece la vegetazione dell’isola in rapporto alle diverse situazioni climatiche, ambientali e pedologiche. I vari tipi di vegetazione dei territori dell’interno, degli ambienti palustri, delle sabbie, delle rocce costiere, dei prati sonoinseriti in una straordinaria e imperdibile carta al 25.000, strumento fondamentale per qualsiasi intervento sul territorio.
I lavori successivi sono per lo più a carattere divulgativo e investono zone ristrette e singole specie, tra questi Torre Canai S.Antioco, a cura di Italia Nostra (1994), al cui interno troviamo un interessante capitolo su alcuni aspetti floristici e vegetazionali dell’isola a cura del compianto S. Todde, Aspetti floristici e vegetazionali delle zone umide di Sant’Antioco (2001), dello stesso S. Todde,in Le Saline di Sant’Antioco – cronaca di un viaggio virtuale, nel quale sono riportate alcune specie non rinvenute nel lavoro sulla flora sopra citato. Infine, due Prefazioni di G. Milia ai libri di G. Pinna Sulci, guida all’isola di S.Antioco (1981)eSant’Antioco, ricerca e storia dell’identità (2007) e un lavoro specialistico su una singola specie : Pimpinella lutea Desf.(Umbelliferae). Considerazioni fitogeografiche e analisi cariologica di una specie nuova per la Sardegna (1985), di A. Scrugli, L. Mossa, G. Milia.
Un’altra fondamentale e recente pubblicazione, che analizza sia la situazione particolare dell’isola sia quella più generale della Sardegna, si trova nel Piano forestale ambientale Regionale, a cura dellaRegione autonoma Sardegna, Assessorato della difesa dell’ambiente, sotto i titoli Aspetti floristico-vegetazionali di G. Bacchetta, eSchede descrittive di distretto, Scheda n° 24 : Le isole sulcitane, di G. Bacchetta e G. Serra, del gennaio 2007. In tale lavoro sono inserite alcun aree individuate come SIC (Siti di Importanza Comunitaria) nei territori comunali dei Comuni di Sant’Antioco e Calasetta. L’elenco completo dei SIC è il seguente :Isole della Vacca e del Toro (Sant’Antioco), Tra Poggio La Salina e Punta Maggiore (Calasetta),A Nord di Sa Salina (Calasetta), Punta Giunchera (Sant’Antioco-Calasetta), Serra is tres portus (Sant’Antioco), Stagno di S.Caterina (Sant’Antioco), Is Pruinis (Sant’Antioco). Oltre ai SIC, segnalo anche le ZPS (Zona di Protezione Speciale, riguardante le emergenze faunistiche) individuate nell’isola : Isola di Sant’Antioco Capo Sperone (Sant’Antioco), Isola della Vacca e Isola del Toro. Negli articoli che seguiranno prevedo di dedicare uno spazio apposito ad ogni singolo SIC e ZPS.
Per chi volesse invece approfondire le indagini su due altri campi di ricerca -l’uso delle piante nella medicina e nelle tradizioni popolari della Sardegna- riporto due lavori, il primo accademico e il secondo divulgativo, che forniscono alcune indicazioni sull’uso empirico delle piante isolane : Le piante medicinali spontanee dell’isola di S. Antioco (Sardegna sud-occidentale), di Milia G. e Mossa L. (1976) e La Medicina popolare isolana, di P. Orlando (2005). Questi settori, che oggi hanno, il primo in particolare,un loro spazio riconosciuto e ricercato, ma talora anche abusato, nella medicina e nella cura di varie affezioni non gravi,meriterebbero uno studio ben più mirato e approfondito. I testi di riferimento per questo settore sono i seguenti : il bellissimo e fondamentale volume su Le piante nella tradizione popolare della Sardegna, di A.D.Atzei (2003), con una vastissima bibliografia, che estende l’indagine a tutta la Sardegna e che riporta diverse indicazioni per Sant’Antioco, e il libro Le Piante nelle terapie tradizionali/Sardegna sud-occidentale di A.D. Atzei, L. Orrù, E. Putzolu, G. Rozzo e T. Usala, del 1994 ma ristampato nel 2004. Questo belvolume descrive le caratteristiche botaniche, gli usi a scopi terapeutici e magici-religiosi di 121 specie della flora del Sulcis e zone vicine, con alcuni riferimenti a Sant’Antioco, da dove però non provengono gli “Informatori” dai quali gli Autori hanno ricavato le notizie.
Sarò lieto di pubblicare nel sito tutte le notizie e i lavori (tesi di laurea, ricerche scolastiche, articoli, singole osservazioni, ecc.) che i lettori vorranno fornirmi
Prof. Giovanni Milia


