Assistenza alle disabilità Liori: niente tagli ai fondi è una fase sperimentale.
«Per la legge 162 è una fase di cambiamento, perciò condivido l'esigenza manifestata durante l'incontro tra gli amministratori locali e rappresentanti delle associazioni. È una fase sperimentale, ma difendo con forza le scelte operate quest'anno». È in la replica dell'assessore regionale alla Sanità Antonello Liori, alle critiche dell'assemblea Anci.
La riunione straordinaria dell'associazione dei Comuni è stata organizzata nei giorni scorsi a Oristano in collaborazione con Fish, la Federazione che riunisce numerose associazioni che si occupano di disabilità per discutere dei problemi emersi con l'applicazione della legge per le persone con grave disabilità. Durante l'incontro, sono state denunciate numerose incongruenze sulle scelte adottate quest'anno dalla Regione per l'assegnazione dei fondi. Scelte che per moltissimi disabili gravi si sono tradotte in una riduzione drastica, anche nell'ordine del 75 per cento dei finanziamenti.
«Non c'è stato alcun taglio nell'assistenza per i disabili bensì un riadeguamento dei finanziamenti previsti dalla legge 162. Infatti, anche quest'anno la copertura finanziaria dei piani personalizzati per i non autosufficienti sarà totale, superando i 103 milioni di euro sui 116 stanziati dalla Giunta regionale. Anche nel 2010, lo stanziamento a disposizione della legge era stato di 116 milioni di euro, ma poi ne furono spesi 102», così risponde Liori ai disabili e alle loro famiglie che in molti casi si trovano a dover pagare di tasca l'assistenza, spesso anche per chi è totalmente paralizzato da una malattia ma che, se dovesse basarsi unicamente sulla 162, potrebbe ad esempio essere accudito (per mangiare, lavarsi, vestirsi, prendere le medicine) un'ora alla settimana.
Ma l'assessore ne ha anche per gli amministratori comunali che spiegavano di avere le mani legate anche a seguito dei tagli della Finanziaria ma che, a suo parere, disporrebbero invece di risorse per i disabili, che però dirotterebbero per altri settori: «È opportuno ricordare ai Comuni che nella loro dotazione finanziaria all'interno del "fondo indistinto" ci sono somme dedicate all'assistenza domiciliare, che gli Enti locali a partire dallo svilupparsi della legge 162 hanno smesso di erogare, utilizzandoli per altre finalità. Perciò, al di là della litanìa consueta delle lamentele, potrebbe esserci un comportamento fattivo e virtuoso ristanziando questi fondi per la destinazione originaria».
Insomma, una vera e propria tirata d'orecchie ai sindaci e agli assessori che invece da anni lamentano, bilanci alla mano, di aver sempre meno disponibilità per il delicatissimo settore dei servizi sociali.
Sulla riduzione dei finanziamenti agli utenti, la difesa dell'assessore è di quelle che lasciano basiti: «Quelli che alcune famiglie hanno percepito come "tagli" in realtà, sono il frutto di un riequilibrio dovuto ai punteggi della "scheda salute", rimasta immutata, ma quest'anno affidata più appropriatamente alla competenza di un medico e non più di un assistente sociale, e all'accertamento di eventuali altre provvidenze pubbliche e/o servizi pubblici fruiti (assistenza sanitaria, scuola ecc.), un dato già richiesto negli anni precedenti che siamo finalmente riusciti a far dichiarare, così da consentirci di avere un quadro più completo delle singole situazioni e di poter assegnare meglio i soldi pubblici con l'obiettivo di non penalizzare coloro che hanno maggiormente bisogno».
Niente smentite, ma addirittura una conferma sulla riduzione degli importi al compimento dei 65 anni di età, quasi che invecchiando, si possa guarire miracolosamente. «Per quanto riguarda gli over 65, già alla sua nascita, la 162 non prevedeva finanziamenti, poi, nel 2005, il legislatore decise di inserirli, stabilendo però una riduzione di 2/3 del finanziamento al compimento dei 65 anni. Un criterio recentemente discusso anche dalla Commissione regionale Sanità, che comunque non ha modificato».
Solo alla fine l'assessore appare possibilista sull'accoglimento delle richieste di amministratori e disabili: «Questa fase sperimentale, che determinerà certamente le opportune modifiche anche nei criteri e nella schede, consentirà di realizzare un modello, disegnato sui bisogni della persona, che abbia pochi margini di interpretazione soggettiva ed eviti eventuali distorsioni nell'applicazione. A questo scopo, sarà elaborata una nuova "scheda salute", così da eliminare il più possibile le differenze di interpretazione ed i margini di discrezionalità dei singoli compilatori».
La Nuova Sardegna


