Siete qui Home Il Santo e la Sagra


Il Santo e la Sagra

           

La Passione di Antioco il Martire Mauritano apre la Sagra più antica d’Italia

 
PDF  Stampa  E-mail  Giovedì 24 Aprile 2014 17:51

Sfogliabile Sagra 2014

 
PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 23 Aprile 2014 10:48

Spot Sagra 2014

 
PDF  Stampa  E-mail  Martedì 06 Maggio 2014 00:00
 

Sant'Antioco dal 10 al 20 Aprile 2010  la 545 Sagra di S.Antioco Martire

   

Esce domani il nuovo libro di Vittorio Sgarbi L’Italia delle meraviglie. Una cartografia del cuore (Bompiani, pagg. 358, euro 20). Il volume traccia una serie di itinerari italiani fuori dalle rotte più battute, alle scoperte delle meraviglie artistiche del nostro Paese.

 
PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 11 Novembre 2009 13:30

Video Speciale sulla sagra di Sant'Antioco Martire 2009 - la Sagra più antica della Sardegna 544ª edizione

   
PDF  Stampa  E-mail  Martedì 28 Aprile 2009 01:00

Sa Gruxi de Is Reliquias, in origine collocata in prossimità dell'attuale chiesa di Santa Maria Goretti "ricorda il luogo dove ogni anno dal 28.3.1615 alla festa del 1851 i fedeli sulcitani attendevano la processione di S.Antioco M. e delle sue reliquie - proveniente da Iglesias - accompagnata dai canonici della Cattedrale".

Inizia da questo punto il percorso della mostra fotografica e documentaria che racconta alcuni momenti della millenaria storia della sagra del Santo Antioco e delle feste celebrate in suo onore.

 
PDF  Stampa  E-mail  Lunedì 11 Febbraio 2008 01:00

 MARCO MASSA www.studio87.it

Festa manna di S. Antioco nei primi anni 30Secondo la tradizione, Antioco nacque attorno al 95 - 96 d.C. in Mauritania, allora annessa all'Impero di Roma. Governatore di questa regione pare fosse lo stesso padre di Antioco, di cui non si conosce il nome, ma che di certo era di religione pagana, al contrario della moglie Rosa e dell'altro fratello Platano (il sardo Pardamu), sicuramente cristiani (in una chiesa rurale nei pressi di Villaspeciosa si vedono dipinti in un medesimo quadro i due santi Antioco e Platano).

Padre Tommaso Napoli nel suo libretto "Vita, Invenzione e Miracoli del glorioso Martire Sant'Antioco detto volgarmente Sulcitano" pubblicato a Cagliari nella Reale Stamperia nel 1734 descrive riccamente le opere del Santo: "Piamente e cristianamente educato il nostro Antioco applicossi dopo i primi studi a quello della medicina, che gli servì di mezzo opportuno per facilitargli la conversione d'un gran numero d'infedeli....

Sparsasi perciò ben presto la fama del disinteresse, della carità, e dei prodigi del cristiano medico, era incredibile il concorso di ogni genere di persone che a lui ricorrevano per sollievo, e costretto vedeasi chiamato da più parti a scorrere or in questa or in quella contrada, qual fatica però egli con piacere addossatasi.

Il nome, ed il grido d'un medico sì valente non poté restare lungo tempo ignoto al Romano Imperatore Adriano, che portato dal suo genio ambulatorio trovatasi verso l'anno di Cristo 126 in quelle regioni d'Africa".

L'imperatore fece comparire Antioco al suo cospetto e lo accusò, nella sua qualità di medico e scienziato, di aver prestato il suo nome ad una setta nemica dell'impero e di aver negato il culto degli dei per adorare un uomo crocifisso. Dalle parole Adriano passò alle minacce, poi ai supplizi. Antioco è sospeso all'eculeo, gli si applicano ai fianchi fiaccole accese, viene immerso in una caldaia di pece bollente, è destinato in pasto alle fiere, ma con fede incrollabile supera tutti i pericoli.

Allora Adriano lo invita nel tempio.

 
PDF  Stampa  E-mail  Martedì 27 Gennaio 2009 20:00

VITTORIO SGARBI

Vittorio SgarbiConoscevo la basilica di Sant’Antioco per averne letto le vicende nei libri di Raffaello Delogu, l’autore de L’architettura medievale in Sardegna, certamente il testo più noto in assoluto fra quelli che hanno trattato la storia dell’arte nell’isola. È stato Delogu a ispirare i lavori con cui si è ripristinata quella che veniva considerata, allora, la condizione originale dell’edificio, risalente all’inizio del primo millennio, spogliandolo della decorazione barocca. Studi successivi ci hanno detto che quell’originalità è più sfumata di quanto non si pensasse cinquanta anni fa, visto che l’edificio romanico deriva, probabilmente, dall’unificazione di un sacrario a pianta centrale, paleocristiano, con un’aula longitudinale, d’epoca posteriore.

 

 

 

ROBERTO LAI

reliquarioUn altro supporto storico particolarmente importante per la storia di S. Antioco è l’epigrafe rinvenuta nel 1615 dall’Arcivescovo di Cagliari Monsignore Francesco Desquivel durante l’inventio delle reliquie del Santo. L’iscrizione è considerata autentica dagli studiosi e fatta risalire ai sec. VII-IX, se non addirittura al secolo VI; in questo sensosenso abbiamo diverse scuole di pensiero ma ritengo che gli studi Cagliaritani di Storia e Filologia (vol. I del Motzo) siano più che attendibili.

 

 

 
PDF  Stampa  E-mail  Martedì 27 Gennaio 2009 18:57

ROBERTO LAI

San Paolo di Tarso

La religione Cristiana com’è noto prende il nome da Cristo appellativo di Gesù di Nazareth, nato tra il 7 e il 4 a.C. in Palestina (anche se per tradizione viene indicata come data di nascita l’anno zero). Gesù nacque a Betlemme da Maria, sposa di Giuseppe, concepito per opera dello Spirito Santo: non è dunque un semplice uomo, ma uomo e Dio allo stesso tempo. Con Gesù, dunque, Dio sceglie di farsi uomo tra gli uomini. Il cristianesimo si presenta quindi da subito come religione universale, nata tra gli umili per portare il lieto annuncio a tutta l’umanità siano essi peccatori o giusti, schiavi o persecutori, donne o bambini. Inizialmente, la nuova religione trovò i suoi adepti tra la popolazione ebraica grazie all’azione di proselitismo degli Apostoli. Un notevole salto di qualità per il cristianesimo delle origini si ebbe con la conversione di San Paolo (Paolo di Tarso), erudito di origini ebraiche e cittadino romano, che contribuì con i suoi viaggi ad estendere l’insegnamento del cristianesimo nel bacino del Mediterraneo e specialmente a Roma, dove morì nel 67, dopo esservi stato più volte incarcerato.

 
PDF  Stampa  E-mail  Martedì 27 Gennaio 2009 19:08

 ROBERTO LAI

Maria MaddalenaA partire dal II secolo nelle Chiese più importanti, come in quella di Cartagine, di Roma e di Antiochia, si teneva un martirologio aggiornato e compilato con dovizia di particolari. Consisteva in un vero e proprio calendario dove veniva indicato il nome dei Santi e il luogo della loro morte. In seguito le notizie vennero arricchite anche con una descrizione di come era avvenuto il decesso. Il più famoso è quello “gerolomita”, compilato nel VI secolo a Roma e impropriamente attribuito a San Girolamo. Nello stesso periodo si assiste alle Legendae l’usanza tra il clero di leggere, durante la Messa una breve storia della vita del santo di cui si celebrava il dies natalis, che per i cristiani è l’anniversario della morte corporale.

 

 
PDF  Stampa  E-mail  Martedì 27 Gennaio 2009 19:11

ROBERTO LAI

AdrianoLa tradizione ritiene che il martire Antioco sia vissuto sotto la dominazione dell’imperatore Adriano suo persecutore. Tralasciando l’agiografia cercheremo di ricostruire fatti storici attendibili. Innanzi tutto sorge una domanda: Adriano fu il vero persecutore di Antioco? La Passio sancti Antiochi martyris, è la più antica e importante fonte storica sul martire sulcitano. Il testo originale è purtroppo andato perduto; ci rimane una fedele ed integrale copia custodita nell’archivio del Capitolo della cattedrale di Iglesias, fatta eseguire nel 1621 dall’Arcivescovo di Cagliari Francesco Desquivel, scopritore delle reliquie del Santo.

 

 
PDF  Stampa  E-mail  Martedì 27 Gennaio 2009 19:37

 ROBERTO LAI

Impero RomanoSappiamo che Adriano fu un grande viaggiatore non per irrequietezza di spirito o per desiderio di vedere o godere, ma per la necessità che l’imperatore sentiva di osservare le condizioni delle province e di provvedere ai loro bisogni e al loro sviluppo. Adriano trascorse nelle province circa tre lustri del suo impero. È ancora incerta la cronologia dei viaggi d’Adriano, ma più che le date hanno importanza i risultati del lungo peregrinare dell’imperatore. Iniziò col visitare la Gallia, dove fu, come pare, nel 119 dove era diffuso il paganesimo e vi faceva la comparsa anche il Cristianesimo.