Un saluto a Gianni Salidu: Il Maestro

...e l'Artista creò il Cavalluccio Marino

Dio creò il cielo e la terra…i fiumi…e i mari..e le montagne, ma vide che le terre erano troppo vaste, i mari immensi e pensò: …queste terre troppo vaste, questi mari troppo profondi e difficili da attraversare; gli uomini che vi abiteranno non avranno pace se qualcuno non li aiuterà.
Creò allora il cavalluccio marino, femmina lo creò perché sapeva che doveva procreare e le diede come sua abitazione un’isola al centro del Mediterraneo, la Sardegna; qui generò il primo figlio, la sua pelle aveva il colore del sole e la luce della luna; poi Dio disse a Mamma Cavalluccio:- Vai per le terre, naviga per i mari e fai che tra gli uomini ci sia sempre Amore e Fratellanza!
Il cavalluccio percorse i mari, attraverso le terre, le montagne, i fiumi. Si fermò a Oriente e generò un figlio dalla pelle gialla, si fermo a Settentrione e generò un altro figlio dalla pelle bianca, e a Mezzogiorno, dove generò il quarto figlio dalla pelle scura.
Poi torno nella sua terra con tutti i figli. Dio vide che tutto ciò era buono e le disse:- tu sarai padrona del Mediterraneo e signora di quest’isola, da qui porterai la pace e l’amore ai popoli che sono ad Oriente, a quelli che sono a Settentrione, a quelli che sono a Mezzogiorno e nessuno ti potrà mai annientare.
Mamma Cavalluccio con l’acqua del mare, la sabbia delle spiagge e i rami degli alberi costruì un grande castello con tre porte: una si apriva a Levante, una a Mezzanotte ed una a Mezzogiorno e qui visse felice con i suoi figli.
Un triste giorno, però, tre figli abbandonarono Mamma Cavalluccio: quello con la pelle gialla uscì per la porta a Levante, quello con la pelle bianca dalla porta a Mezzanotte e quello con la pelle nera per la porta a Mezzogiorno; restò con lei solo il primo figlio con la pelle colore del sole e della luna. Mamma Cavalluccio pianse tanto.
Dio allora pensò:- non è giusto che i figli restino lontani dalla Madre!….e creò l’Arte e l’Artista.
L’Artista attraversò le terre, i mari e giunse nel Mediterraneo, nell’isola di Sardegna, dove trovò Mamma Cavalluccio con l’unico figlio che le era rimasto.
L’Artista le chiese:- perché piangi? Rispose:- Vorrei che gli altri miei figli tornassero da me.
E l’Artista volò nell’isola di Sulky, vicino alla Sardegna; li trovò un tronco di ginepro lo lavorò e creò Mamma Cavalluccio, con un ramo di limone creò il figlio dalla pelle bianca, con uno più chiaro il figlio dalla pelle gialla e con un ramo scuro di ginepro il figlio dalla pelle nera; con un filo legò alla madre i tre figli. Cercò poi un altro ramo, creò il quarto figlio e lo legò agli altri.
L’Artista fu contento del suo lavoro e con un soffio diede vita a Mamma Cavalluccio ed ai suoi quattro figli.
Mamma Cavalluccio, insieme ai suoi figli riprese la vita felice nella sua Isola e nei mari che la circondano, tra il blu del cielo ed il verde del mare.
Dai figli di Mamma Cavalluccio erano nate l’Asia, L’Europa, l'Africa e la Sardegna, un po’ Asia, un po’ Europa, un po’ Africa. Ma Dio non era ancora contento e disse all’Artista :- non sei ancora riuscito a compiere la tua missione, continua perciò il tuo cammino finchè l’uomo che IO ho creato non troverà, come IO ho indicato, l’Amore e la Fratellanza.
P.S.
Io l’ho trovato un Artista, si chiama Gianni; continua ad andare, a cercare, perché sa che questa è la sua missione e sa che ci riuscirà; Mamma Cavalluccio non lo abbandona mai.
E Voi se volete trovare Mamma Cavalluccio e i suoi figli cercate nell’animo dell'artista e anche dentro di voi, lì è la loro casa, con il verde del mare, con il blu del cielo.
Paolo Balia
da una conversazione con Gianni Salidu
Sito internet: http://www.giannisalidu.altervista.org
Una poesia scritta per Gianni da Chiara Vigo di cui siamo sinceramente partecipi tutti
Dedicata a Gianni Salidu
Vorrei usare il vento perche gli canti una canzone antica
Vorrei usare il mare che svegli la sua Sirena
vorrei cantare per Lui un canto che lo accompagni
vorrei che ancora mi facesse compagnia
So, che Un Maestro Quando và
è perchè è arrivato il suo tempo
Il mio cuore lo conserva come Scultore
Amico sincero
roccia e acqua che ristora.............
Tutto è troppo poco per salutare Gianni Salidu
Tutto è e sarà nel Tempo di questa Isola
Dove le sue Opere Impregnano l'Anima di chi Lo ha Amato
Grazie Amico
del viaggio assieme sulla Strada dell’Arte che non muore mai
Chiara Vigo Maestro di Bisso Marino
LETTERA A GIANNI DELL'AMICO ROBERTO LAI
L’ultimo saluto all’Amico Gianni Salidu, non pensavo di darti l’ultimo saluto con una gelida lettera post mortem. Ti ho sentito per telefono poche settimana fà, avevi una voce flebile, percepivo ancora l’invidiabile carica esplosiva che ti ha sempre distinto. Quando ti parlavo dei progetti di rilancio culturale della nostra amata isola mi incoraggiavi sottolineando “dobbiamo farcela” i tempi sono maturi, non mollare. Il nostro appuntamento era stabilito tra pochi giorni per la presentazione degli Annali 2009.
Mi è sempre piaciuto sentirti dire “Noi” coinvolgendo anche me nella tua voglia di dare all’Arte quel valore aggiunto. Oggi piango Gianni, piango la perdita di un caro Amico una persona veramente speciale un Maestro d’Arte che credeva nell’arte e la esprimeva con amore quell’amore viscerale per la nostra amata terra. Permettimi quindi, di riproporti la lettera che ti scrissi con il cuore, quando mi chiedesti un’ opinione sui tuoi lavori.
Lettera all’artista
Caro Gianni, come tu sai, non sono né uno storico né un critico d’arte,ma figlio di questa terra antiochense che lavora nello specifico settore della Tutela del Patrimonio Culturale. Pertanto,le mie osservazioni, nascono esclusivamente dall’amore comune che ci lega alla nostra isola.
Con prudenza e senza alcuna presunzione, mi sento in dovere di fare alcune considerazioni sulla tua arte, sulla tua magistrale tecnica che riesce a plasmare la materia tutta. Il fatto che tu, a prescindere dalla materia utilizzata, sia essa un blocco di trachite o un tronco di ginepro, esprima magistralmente temi e soggetti così diversi ma facenti parte di un’unica matrice, legata al comune denominatore che rappresenta le radici della nostra terra, danno, all’attento osservatore, la percezione dell’ecletticità dell’artista. Personalmente, la mia predilezione va alle figure femminili, discendenti dalla Mater Mediterranea, che, con elegante sofferenza, stringono tra le mani, racchiuso in una sf! era, la dualità del mondo: la nascita e la morte, la creazione e la distruzione.
Dalle materie portate dal mare hai realizzato figure dal sapore mistico e orientale che ci riportano indietro nel tempo, ove a bordo di una piccola imbarcazione il nostro Antico, Santo Taumaturgo, venuto da lontano, ha sofferto per portare avanti le sue idee e la sua missione. Oggi, a distanza di secoli, il suo culto è ancora vivo e ci ha lasciato un messaggio: lo stesso che tu oggi riesci a trasmettere con le tue opere. La tua arte parla ed io sento parole di libertà, di unione, di pietà e di superbia che attraverso il filo conduttore della tua opera, la Dea Madre, giungono in una dimensione senza confine, dove luce e tempo, che inesorabilmente scorrono, si materializzano in un unico messaggio d’amore: la tua arte.
Grazie per quanto hai dato e per quei valori che sei riuscito a trasmettere li terrò celati nel mio cuore con stima, amicizia e affetto.
Roberto Lai
Dal sito www.tentazionidellapenna.it
Il pensiero di Vittorio Sgarbi per il Maestro
Sant’Antioco non vedrà più Gianni Salidu muoversi con passo lieve
nelle sue strade strette tra le stanze nelle rocce e il mare,
ma ritroverà il suo spirito
nelle forme gentili dei legni di ginepro
Vittorio Sgarbi
Dal sito
Grazie Gianni per avermi regalato la tua amicizia... le tue parole... il tuo sorriso...
Mi mancherai tantissimo e solo io so quanto dolore mi hai lasciato andandotene...
Ma come mi hai sempre detto...
Ciao Maestro!!!
Su campioni e cosa tua...
Massimiliano Grosso
Video dalla rete
dal sito www.hbsulcis.com
Presepe artistico all'orto botanico di Cagliari
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Presepe artistico grotte di Is Zuddas Santadi
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