Siete qui Home Geologia


La storia geologica dell’Isola di Sant’Antioco

PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 18 Marzo 2009 16:18

di Mauro Carta, geologo e docente di Scienze Naturali

Il basamento calcareo mesozoico

L’Isola di Sant’Antioco si è formata oltre centocinquanta milioni di anni fa. A tale epoca risalgono le rocce più antiche presenti sull’isola. Si tratta di calcari e dolomie, talvolta marnose, di colore dal grigio al bianco-giallastro, affioranti in un ristretto settore sud-orientale dell’isola, e risalenti al periodo Giurassico (Mesozoico medio).

Maladroxia Sud della SpiaggiaAl di sopra di queste rocce, le più antiche, si trovano calcari più chiari, bianchi e grigiastri, con intercalazione di livelli più marnosi (cioè, ricchi di argilla). Questi calcari, di età Cretacea (Mesozoico superiore), presentano una documentazione fossile che ne dimostrala formazione nei fondali di un mare caldo e superficiale: ostracodi, organismi di scogliera come alghe, coralli e rudiste, e minuscole strutture sferoidali (ooliti) che dimostrano e con fermano la presenza, oltre 70 milioni di anni fa, di acque basse e agitate laddove oggi affiorano questi calcari.

Le rocce carbonatiche risalenti al Giurassico e al Cretaceo costituiscono il basamento dell’isola, e formano rilievi poco accentuati, con presenza di strutture carsiche come doline e inghiottitoi spesso contenenti sedimenti quaternari o recenti.

Cala Bianca CoaqquaddusQueste rocce sono visibili lungo la costa presso le località di Portixeddu, Maladroxia e Coqquaddus, e all’interno, nei rilievi di Punta de Sa Scruidda (74 m.), Monte S’Arraigraxiu (134 m.) e, più a sud, nel Monte S’Orxiu (74 m.). In passato queste rocce sono state estratte per scopi industriali, per esempio presso la così detta “Cava di magnesio”, dove sino tra i primi anni 60 e la metà degli anni 90 tali calcari venivano estratti per la produzione di ossido di calcio. Oggi l’attività estrattiva è limitata alla produzione di inerti. Proprio in questa cava sono ancora visibili strutture carsiche fossili, inghiottitoi e altre strutture ancora riconoscibili e contenenti materiali tufacei e alluvionali risalenti al Quaternario.

 

 

 

Le rocce vulcaniche terziarie

Le rocce affioranti più diffuse nell’Isola di Sant’Antioco sono tuttavia le rocce vulcaniche del periodo Oligo-Miocenico (Terziario inferiore e medio). Esse formano il tetto del basamento carbonatico mesozoico e sono presenti un po’ dovunque sull’isola, ad esclusione delle aree ricoperte dai sedimenti quaternari e dai suoli recenti. Si tratta di rocce magmatiche che possono essere raggruppate principalmente in due famiglie: le rocce effusive e quelle piroclastiche.

Le prime si sono formate dall’effusione di lave che si sono raffreddate rapidamente in superficie o immediatamente al di sotto della crosta: andesiti e rioliti, andesiti basaltiche e veri e propri basalti. Le piroclastiti si sono formate invece in seguito ad eruzioni esplosive e sono costituite da igrimbriti quarzotrachitiche e piroclastiti riolitiche, spesso con livelli vitrofirici basali. Sono presenti anche i resti di manifestazioni filoniane e dicchi che hanno attraversato formazioni rocciose preesistenti.

Queste rocce vulcaniche sono state datate con metodi radiometrici e presentano età comprese tra i venti e tredici milioni di anni circa. Le rocce vulcaniche più antiche sono le andesiti presenti nella parte centrale e meridionale dell’Isola, risalenti a oltre 18 milioni di anni fa e che formano rilievi cupoliformi (S’Arcu sa Canna, 164 m.; Su Cuccuru de Su Pixinas, 182 m.). Le rocce più recenti affiorano presso l’isola del Toro, a poche miglia dalla costa meridionale dell’Isola, formata interamente da trachiti massive di età inferiore a 13 milioni di anni.

Calasapone TonnaraLe rocce vulcaniche più diffuse nell’isola sono le ignimbriti quarzotrachitiche affioranti nell’area centro-orientale dell’isola e nell’area occidentale. Esse formano bancate quasi orizzontali e sono visibili a sud dell’abitato di Sant’Antioco, e sulla costa sud-occidentale presso Sa Corona de su Crabi, il porto di Triga, Cala Sapone, il porto della Signora e cala Lunga. Molto diffuse sono anche le ignimbriti riolititiche affioranti nell’area nord-occidentale e le rioliti dell’area nord-orientale. Le ignimbriti riolitiche presentano un livello vitrofirico (cioè vetroso e scuro) nella parte basale che si ritrova nelle formazioni vulcaniche analoghe della costa meridionale della vicina isola di San Pietro.

Nell’area centro-occidentale dell’isola, non lontano dalla costa, affiorano delle ignimbriti comenditiche di circa 18 milioni di anni, con interessanti fenocristalli feldspati (sanidino e adularia) nella varietà chiamata “pietra di Luna” per il loro bel colore iridescente.

 

 

TurriBrecce e basalti sono pure diffusi nella parte meridionale dell’isola. I basalti formano piccoli espandimenti presso Sa Guardia de su Turcu (100 m. ) a sud e poi a nord sino a Serra Nuarxis, nell’area sud-occidentale. Molto interessanti infine le brecce poligeniche, alternate a livelli andesitici, con clasti costituiti da rocce vulcaniche basaltiche e riolitiche di dimensione anche decimetrica, affioranti sulla costa presso Torre Cannai e verso Acqua sa Canna. Turri Le rocce vulcaniche, andesiti, rioliti, basalti e ignimbriti di vario chimismo affioranti a Sant’Antioco testimoniano un lungo periodo (milioni di anni) di vulcanismo attivo con alternanza di effusioni laviche ed eruzioni esplosive con produzione di rocce piroclastiche.

Tale attività potrebbe essere cessata soltanto una dozzina di milioni di anni fa, dopo aver ricoperto il basamento mesozoico dell’isola. Mentre durante la deposizione dei sedimenti che sarebbero poi diventati i calcari e le dolomie mesozoiche l’isola, insieme al resto della Sardegna, faceva ancora parte del continente europeo (una prosecuzione delle catene montuose delle attuali regioni catalane e provenzali), durante il vulcanismo oligo-miocenico l’intero blocco formato dalla Sardegna e dalla Corsica, e la nostra isola insieme ad esso, si spostava lentamente verso l’attuale posizione al centro del Mediterraneo occidentale, con una rotazione in senso antiorario durata svariati milioni di anni, e della quale l’attività vulcanica costituiva la naturale conseguenza.

I sedimenti quaternari e recenti

Is Carallettus (strada per Triga)Al di sopra delle rocce vulcaniche terziarie troviamo i sedimenti del Quaternario. I più interessanti sono costituiti da veri e propri crostoni calcarei, scarsamente cementati, con ciottoli formati da rocce vulcaniche, e le sabbie cementate (arenarie) presenti nel sud dell’Isola (Cala Sapone) al di sopra delle ignimbriti, o lungo la strada pochi kilometri ad ovest dell’abitato di Sant’Antioco. Sono presenti inoltre detriti di falda con matrice spesso argillosa, e depositi limosi e sabbiosi di origine palustre, vecchi di migliaia di anni. Chiudono la successione stratigrafica dell’isola le alluvioni recenti e attuali che formano i suoli di Sant’Antioco.

 

 

 

Schema Strutturale